Mambo

22 Marzo Mar 2013 0814 22 marzo 2013

Dopo Bersani, Grasso premier e Settis al Colle

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Bersani con molte probabilità avrà l'incarico da Napolitano e cercherà al Senato una maggioranza. Grillo ha già annunciato che non ci saranno i suoi voti. Bersani potrebbe, prima ancora di avere un incarico a pieno titolo, cioè non solo esplorativo, dare indicazioni sul programma e fare i nomi di alto profilo di cui si parla cercando così di mettere in imbarazzo il mondo che fiancheggia il movimento 5 stelle e rendere più costoso il no di Grillo. Ieri il segretario del Pd ha anche annunciato che si rivolgerà a tutto il parlamento, anche se ha escluso che il centro-destra potrà accettare il suo programma. Nel caso che il progetto bersaniano fallisca e che fallisca senza arrivare al voto di fiducia, in campo potrebbe scendere Pietro Grasso per un altro tentativo. Il segretario del Pd ha escluso questo piano b che però è nelle cose. L'attacco in tv di Travaglio a Grasso toglie però possibilità all'ipotesi che il mondo grillino dia la fiducia  al presidente del Senato. Potrebbe rivelarsi irripetibile la votazione che lo ha portato a guidare l'assemblea di palazzo Madama. Grasso però potrebbe fare appello anche ad altre forze politiche ed è noto che il centro-destra non ha motivi di principio contrari all'ex procuratore antimafia. Sia Bersani sia Grasso in pratica potrebbero farcela se accogliessero la proposta di dar vita a un governo di unità nazionale senza i grillini. Bersani lo esclude. Di Grasso vedremo in corso d'opera. In questo secondo caso in imbarazzo sarebbe il Pd che vedrebbe un suo eletto impegnato in un dialogo con berlusconiani e leghisti che è fuori dagli schemi della segretria del partito. Qui potrebbe innescarsi una battaglia politica nel Pd fra quanti vogliono il voto subito, con Bersani ancora leader, e chi invece considera le elezioni anticipate come una vera iattura. L'ostinazione di Bersani nasce dal fatto che il segretario del Pd è convinto che l'effetto di annuncio di un governo degli onesti potrebbe forse trovare i voti in parlamento ma sicuramente fare colpo sull'elettorato e spostare sul Pd molti voti grillini. E' indubbio che Grillo sta giocando una vera partita a poker. Il leader dei 5 stelle conta molto sul fatto che il suo mondo voglia escludere ogni compromesso e condivida la speranza totalitaria di un movimento che da solo governa il paese. Potrebbe essere un calcolo sbagliato. Potrebbe essere altrettanto sbagliato il calcolo di chi vuole il voto anticipato perchè in questo caso è molto probabile che ci sranno conseguenze sui mercati assai drammatiche. Siamo dunque al momento della verità. Sullo sfondo l'elezione del nuovo presidente della repubblica. I due presidenti di Camera e Senato si sono messi in pole position con il gesto di autoridursi l'indennità. Sono in corsa anche Rodotà e si prepara la sorpresa Salvatore Settis, caro a "Repubblica" e forse carta segreta di Bersani. Anche in questo caso si parla di un'elezione con un uomo di sinistra o di  area al Colle e senza i voti della destra. Tutta materia elettorale per un centro-destra che potrebbe preparare così il contenuto anticomunista ( del tipo: i comunisti con pochi voti prendono tutto!!!) per la prossima campagna elettorale in cui, a differenza di un mese fa, potrebbe essere il vecchio centro-destra il favorito con lo slogan di De Gaulle: "La ricreazione è finita". Già i sondaggi dicono che questo fenomeno si sta annunciando. Se accadesse questo, la sinistra in Italia sarebbe davvero finita, avendo sprecato tutte le occasioni.

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