Mambo

25 Marzo Mar 2013 0814 25 marzo 2013

Fassina come Grillo e Casaleggio: chi obietta è un sabotatore

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Sta diventando difficile discutere nei partiti. Nel movimento 5 stelle non sono ammesse obiezioni alla linea decisa da Grillo e Casaleggio. La coppia di "dittatori" decide tutto in solitudine  e ogni volta che qualcuno si discosta dai loro diktat rischia la demonizzazione e, ovviamente, la probabile esclusione dalle prossime assemblee elettive. Grillo  chiama  addirittura alla vigilanza contro gli infiltrati che si intrufalano nel suo blog. Se solo per un momento riuscissimo a pensare a quel che sarebbe l'Italia con questi due al comando cominciano a venire i brividi. Il paradosso grillino è che l'esaltazione della demorazia in Rete si accompagna alla totale assenza di dialettica interna pena l'esclusione e la messa fuori gioco di chi non esalta il capo, quello esplicito e quello occulto. Se un partito mostra l'immagine di quel che farà alla guida del paese mettendo in luce la propria vita interna, siamo di fronte al primo movimento con una cultura autoritaria che sia nato dal dopoguerra ad oggi. Assente il dibattito politico anche dalle parti del PdL. Berlusconi è insindacabile. Tutti coloro che mesi fa ne avevamo chiesto il ritiro oggi si sono acquattati. Il segretario Alfano, che è una brava pesrona, appare una figura servente, gli altri tacciono anche di fronte a contraddzioni palesi come la proposta di un governo di unità nazionale accompagnata da una sfilza di insulti contro chi si vorrebbe convincere all'alleanza. Il Pd ha dato prova di apertura allo scontro interno, con le primarie ad esempio, ma un segnale di ieri è allarmante. Al presidente dell'Anci Del Rio che immaginava una altra via in caso di fallimento di Bersani si è contrapposto Stefano Fassina che lo ha accusato di essere un sabotatore. I "giovani turchi", nome omen, sono inguaribilemnte indisponibili a discussione libere. Sembrano possedere loro la verità, demonizzano i contraddittori, idealmente cacciano dal partito che non la pensa come loro. Eppure visti i risultati dovrebbere avere un atteggiamento più riflessivo. Il fallimento elettorale sta sulle loro spalle come e quanto sta su quelle di Bersani. L'esordio di questa nuova generazione è stato disastroso. Fassina, invece, si comporta, un pò come Grillo: chi non sta con me è un nemico del popolo, sembra dire. La deriva autoritaria nei tre partiti è uno dei fenomeni più allarmanti dell'attuale crisi politica. Dà l'idea di forze politiche militarizzate, che non ascoltano avversari nè dissenzienti interni. Se il cambiamento, il nuovo che avanza, l'avvento di una nuova classe dirgente si manifestano in questo modo bisogna cominciare a preoccuparsi per l'Italia.

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