Mambo

3 Aprile Apr 2013 1128 03 aprile 2013

Da non renziano dico a Renzi: entra in campo o si sfascia tutto

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La situazione appare definitivamente bloccata. Bersani ha insistito sulla sua proposta: dare via libera a un governo di minoranza che si cerchi i voti in parlamento e candidatura al Quirinale concordata ma, in caso di stallo, il Pd e le 5 stelle nomineranno un proprio nome fra quelli più invisi alla destra. Il PdL vuole il governo di larghe intese o il voto subito e vorrebbe scongiurare un presidente nemico di Berlusconi. Grillo gioca di rimessa e deve fare i conti con i primi mal di pancia nella sua rappresentanza parlamentare.  Se le cose stanno così, ci vorrà almeno un mese prima di avere un nuovo governo. Dopo l'elezione del capo dello Stato, purtroppo, si riprenderà come prima. A poco a poco il paese si avvia verso il disastro. I leader politici non mostrano alcuna intenzione di fronteggiare con saggezza e umiltà la fase difficile che si è aperta.  Mai era accaduto nella storia italiana recente che le forze poltiche usassero l'una contro l'altra un potere di veto assoluto e irremovibile. Questo dato di fatto cambia completamente la cultura politica del paese. Siamo stati, nel bene e nel male, il paese del compromesso, dell'aggiustamento, del reciproco riconoscimento fra le forze politiche. Ci avviamo a diventare una landa divisa da una guerra civile verbale che annuncia ingovernabilità e altri disastri. La cultura della destra si barcamena fra il bastone e la carota verso gli auspicati aleati. Prevale su tutto il destino personale di Berlusconi che è l'alfa e l'omega della strategia della destra. Se Berlusconi lasciasse campo libero a una nuova classe dirigente le cose cambierebbero, ma non vuole farlo ovvero teme le conseguenze se lo facesse. Il Pd ha dimenticato la prudenza del Pci e dei partiti venuti dopo e si avvia a diventare una sorta di  Pcf senza comunismo, cioè un ogm politico incommestibile. Grillo spera di tenere assieme il suo movimento alimentando la tensione sulle istituzioni in attesa di fare il botto al prossimo voto. Servirebbe qualcosa che sparigliasse, che mettesse fuori gioco gli attuali attori della politica. Una nuova proposta politica e nuovi-vecchi leader in grado di parlare a un paese affranto, diviso, incerto. L'unica cosa su cui Grillo ha colto nel segno è che gli attuali partiti, di destra e di sinistra, sono morti perchè non sanno più interpretare l'interesse nazionale. Serve altro, servono altri protagonisti. Nessuno si fa avanti. Anche Renzi rischia di morire soffocato in questo traccheggio. Eppure, anche fra chi non lo ha votato, cresce l'idea che un suo gesto, una sua inziativa potrebbe sbloccare la situazione offrendo agli italiani di buona volontà una speranza.  Non so quel che sta accadendo nella testa di chi crede nella destra. So che  confusione regna in chi si dice di sinistra e vede sprecare una identità, una storia, una tradizione e quindi anche una speranza. Forse per la sinistra, o comunque si vorrà chimare, siamo tornati all'anno zero, quando si ricomincia e si tolgono le macerie, a cominciare da quel primitivismo politico che oggi sembra la cultura dominante dello stato maggiore del Pd.

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