Mambo

4 Aprile Apr 2013 0825 04 aprile 2013

Renziani e non renziani: la guerra è finita

  • ...

Matteo Renzi ha rotto gli indugi, come auspicavo ieri, e ha detto la sua in una intervista al "Corriere della Sera". Ha chiesto elezioni subito, e primarie per poter avanzare la sua premiership, oppure un accordo costituente con il PdL che comprenda anche la nascita di un governo di corresponsabilità. Ha proposto tagli netti alla politica e una semplificazione istituzionale assai limpida, poi misure immediate per l'economia. Le critiche a Bersani sono state soprattutto dedicate al modo in cui si è impostato e subìto il "dialogo" con il Movimento 5 stelle. Per la presidenza della repubblica ha chiesto una personalità condivisa. Su Berlusconi ha evitato la demonizzazione ma schivato l'accusa, in verità ridicola, di essere una sua quinta colonna. Ormai nel Pd esiste un vero scontro di linee. Renzi ha, infine, rifiutato l'eventuale procedura di acclamazione per la propria legittimazione a leader contuando la sua polemica con i vecchi elefanti. A questo punto in un partito che si rispetti dovrebbero essere convocati gli organismi e avviata la discussione. Anche se Renzi non vuole farsi battezzare dai vecchi elefanti, che a me fanno molta simpatia essendo vecchio del branco, questi dovrebbero uscire dal silenzio. Ci sono nelle cose di Renzi tracce di veltronismo, ad esempio quella allusione al partito a vocazione maggioritaria, e segnali di dalemismo, come l'invito al riconoscimento politico dell'avversario. C'è soprattutto, delle tre grandi tradizioni su cui nasce il Pd quella ex comunista, quella ex democristiana e quella ex socialista, il nodo della necessità di fare politica, che non significa fare inciuci ma agire nella politica che c'è, stabilendo principi, priorità ma anche cercando accordi dignitosi. So che a Renzi certi appoggi danno fastidio ed è questo un suo cedimento al popopulismo dilagante, ma vorrei ricordargli che ormai la sua immagine, nel bene e nel male, è fissata nella pubblica opinione quindi nessun appoggio o contrasto potrà modificarla. Può solo lui dare   segnali che possono risultare convincenti o respingenti. Il segnale rottamatore e generazionale va bene purchè si accompagni con l'emergere di una nuova cultura poltica. Usciamo dagli schemi e ciascuno  venga con la propria patria portatile, cioè con le sue bandiere e la sua storia, ma Renzi deve dimostrare che il suo pragmatismo e il suo idealismo sono al servizio di una politica rinnovata che fa cose perchè ha una visione del mondo. Nella sua bisaccia deve aprire tasche in cui ciascuno può infilare cose proprie, senza respingere nessuno, tenendo sempre ferma la barra contro il primitivismo, il settarismo, il movimentismo nuovista o, peggio, antichista.  Bersani ha delimitato troppo il proprio campo, e qui c'è l'errore storico, lui deve allargarlo a dismisura. Fa bene a lanciare una mano tesa ai giovani dei gruppi parlamentari del Pd, in fondo questo è il momento di una nuova generazione. Una parte di essa si è cimentata con il potere e ha fallito per supponenza. Può ritentare ma vi sono altri che hanno la passione e l'umiltà per iniziare a servire la causa comune. I non renziani come me devono guardare a questa svolta e a questo rientro del vecchio competitor di Bersani senza chiudere gli occhi e tappare le orecchie. Non si vive senza passato ma non si vive sul passato. I nuovi leader hanno un proprio modo per costruire la  presenza scenica, diversa da come l'abbiamo vista svilupparsi in altre epoche. Si va anche da "Amici", che male c'è?  Si dicono cose sgarbate, è un  peccato ma non è l'essenziale. Il vero punto di partenza di un ragionamento sulla fase attuale, se si apre, cioè se il Pd non si chiude a riccio, è che in politica non si può star fermi, non si può sognare il mondo che si vorrebbe  senza pensare a quello che concretamente c'è, non si vive di rancori e di nostalgie. Si va avanti, con chi c'è. Chi sta al centro del campo deve fare la sua partita, chi sta fuori o in curva deve tifare, magari non risparmiando maledizioni e improperi se si vedono errori, pacchianerie, gesti di arroganza.

Correlati