Mambo

9 Aprile Apr 2013 0804 09 aprile 2013

Un compromesso storico bonsai

  • ...

Giorgio Napolitano ieri, commemorando Gerardo Chiaromonte, uno delle teste più fini del Pci, ha ricordato la stagione delle larghe intese che nacque a seguito della proposta di Enrico Berlinguer di un compromesso storico fra le due grandi forze politiche del paese, la Dc e il Pci. Quell'idea Berlinguer la propose a ridosso delle vicende del Cile, impressionato dalla svolta drammatica di quel paese con il colpo di stato che abbattè e uccise Salvator Allende instaurando una delle più feroci dittature moderne. Ci furono contrasti e adesioni all'idea del grande segretario comunista.

CHI SI OPPOSE E CHI NO

Innanzitutto nel Pci la proposta del compromesso storico lasciò interdetta la base. Come era possibile pensare a un accordo fra due forze che si erano combattute ferocemente in uno scontro che negli anni aveva anche toccato punte terribili con i numerosi morti in lotte sociali che talvolta, anzi troppo spesso, finivano in stragi di manifestanti? Berlinguer ragionava sul rischio della rovina comune delle due parti in lotta che ormai avevano quasi la stessa forza elettorale e  dichiarò che un paese cone l'Italia, nelle condizioni dell'Italia di allora, non potesse essere governato con il 51%. Persino il capo storico del Pci, Luigi Longo, comandante partigiano e figura nobile del partito, si dichiarò contrario contrapponendo alla idea poltica del compromesso storico il concetto gramsciano di blocco storico che aveva tutt'altro significato. Berlinguer nutrì la sua proposta di parole  angosciose sul destino del paese e di grande speranza nel dialogo con i cattolici, sviluppando un'idea togliattiana. la base comunista ragionò. si divise, il gruppo dirgente ci mise la faccia e non ebbe paura della svolta. Altri tempi , altri leader.



MORO

Un aiuto venne a Berlinguer da Aldo Moro, il più pensoso leader democristiano, che con  numerosi successivi discorsi, fra cui l'ultimo ai gruppi parlamentari poco prima di essere catturato  e ucciso dalle Br, avanzò l'idea della inevitabilità del compromesso storico come passaggio per una democrazia dell'alternanza e spingendosi, in un discorso a Benevento, fino a dire che era incuriosito di vedere quali fossero gli elementi di socialismo che il Pci intendeva introdurre nelle società italiana. La proposta del compromesso storico ferì invece il mondo socialista che si sentì emarginato e sottovalutato. Quella stagione finì tragicamente ma rimane nell'immaginario popolare per una parte come l'avvio del grande inciucio, parola terribile e cretina che viene invacata dai massimalisti di ogni età, ovvero come occasione storica.

FORMULA BONSAI

Oggi quella stagione può essere riproposta nei suoi termini essenziali e stringenti. Il paese è nuovamente di fronte a un passaggio drammatico. Non c'è un governo, nè ci sarà per qualche tempo e se si voterà presto non ci sarà per lungo tempo. Il tema della rovina comune si ripresenta. L'Italia rischia di essere spazzata via come dimostra l'allarme degli alleati e per ultimo del giornale tedesco Allgemaine Franckfurter Zeitung. C'è una parte di mondo poltico e di società che si sente  rapprsentato da un movimento che non vuole governare con  altri e che gioca allo sfascio delle istituzioni sognando un regime senza partiti e sindacati. Ci sono due forze, quasi paritarie, che non si riconoscono l'una con l'altra e hanno dato vita a un duello ventennale senza costrutto.

NON E' UN INCIUCIO

Queste due forze possono combattersi ancora temendo di perdere il proprio elettorato in caso di alleanza. Una, quella di destra, lo teme meno avendo compiuto una risalita nei consensi inimmaginabile. L'altra, la sinistra, teme la contaminazione e vagheggia un governo di cambiamento , cioè profondamente radicale pur avendo solo il 30% elettorale, un'idea che sta fra l'avventurismo del leader cileno Altamirano, il socialista che estremizzò il quadro poltico di Santiago, e l'euforia dei militari democratici portoghesi, da Melo Antunes a Othelo De Carvaglio a Rosa Coutigno. La realtà è invece molto diversa. Si tratta semplicemente di provare a fare un programma di brevissimo periodo in cui sia chiaro che le due forze non hanno la stessa reciproca curiosità che avevano Moro e Berlinguer ma riconoscono che per riportare il paese al voto bisogna consentire la nascita di un governo e  di dare al parlamento la possibilità di fare poche cose per l'economia e poche cose per le istituzioni. Tutto il contrario dell'inciucio. Compromesso bonsai vuol dire tregua fra forze che si predispongono a confrontarsi in alternativa l'una con l'altra entro una decina di mesi. Vorrei solo ricordare che oggi il tema non è solo la legge elettorale, scandalosa. Anche con con una nuova legge finirebbe praticamente alla pari, quindi sarebbe necessario accompagnare o far precedere la nuova leggere elettorale da un sistema alla francese che dia stabilità e certezza di governo a chi vince anche di poco. Si può pensare che tutto questo sia un inciucione, moralmente indigeribile.  Viva la purezza ma allora tenetevi forte che fra un pò si va a sbattere e ci faremo molto male.

Correlati