Mambo

30 Aprile Apr 2013 0536 30 aprile 2013

Sopravviverà Letta a un popolo pd sempre più radical?

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Per la prima volta si è formata a sinistra del partito maggiore una molto ampia area radicale. Solitamente i "grillini" vengono considerati un movimento destra-sinistra e così loro vorrebbero essere rappresentati, ma tutte le loro ultime scelte, a parte le sciocchezze sulla Resistenza, li caratterizzano sempre più come un'area di sinistra. C'è poi Vendola che è tornato bertinottiano e si è messo a costruire una nuova sinistra  molto radical in opposizione a un governo che anche lui sa che si doveva fare e soprattutto predisponendosi ad accogliere i fuggiaschi dal Pd.

I SONDAGGI PENALIZZANO IL PD

Se si guarda ai sondaggi più recenti, si vede ormai come la sinistra che vuole chiamarsi riformista sia una minoranza. I diciotto mesi di vita del governo Letta dovrebbero ribaltare la situazione. E' un compito immane. Per una ragione di fondo, questa: da gran tempo una grande area politico-culturale, soprattutto nelle sue componenti generazionali estreme, cioè la più giovane e la più vecchia, si è stancata del partito e lo considera uno strumento inadeguato, si è stufata di una leadership vanitosa e poco incisiva, ma soprattutto propensa a scellte di programma e ideali  lontane dal radicalismo crescente dei militanti di base.

I NUOVI RADICAL

Dopo decenni di giustizialismo a go-gò, di antiberlusconismo intransigente, di sradicamento da ogni cultura di sinistra precedente, tranne la canonizzazione di Berlinguer raccontato solo nei suoi tratti antagonistici e non nel suo progetto di compronmesso storico, un'area della sinistra ex comunista ha dato l'addio a tutta la propria storia e anche ai suoi capi. Nasce da qui il fatto che l'accantonamento di Veltroni e D'Alema non abbia sollevato proteste significative. E' per questo che emerge una cultura che nel vecchio Pci sarebbe stata definita "primitiva". E' finito quell'aggregato resistente, il più resistente d'Italia, che si chiamava popolo comunista. E' finito come comunità, come casa comune di valori condivisi, è finito come progetto.  Quando questo accadde al popolo Dc il risultato fu il berlusconismo. Il popolo socialista si divise ancora di più, diventando per una parte accesamente berlusconiano, per vendicare i torti della stagione giudiziaria, e per una parte addirittura si spostò su Fini.

QUANTI SONO I RIFORMISTI?

Il popolo comunista ha resistito vent'anni di più. Ora si è arreso e dalla sua diaspora nascono non processi aggregativi riformisti ma affluenti che portano acqua al fiume della contestazione più radicale, anti-sistema, solo in qualche caso identitaria. Letta deve fare i conti con questo processo. I dirigenti del Pd devono misurarsi con questo mutamento dello spirito pubblico della loro base. Alcuni dirigenti si sono spostati a sinistra, altri si avviano a farlo. Temo che questo non basterà perchè questa base radicalizzata non si farà guidare nè da vecchi/e leadership ondivaghe nè da nuove leve opportunamente, stavo per scrivere opportunisticamente, spostate a siniustra. La verità è che siamo molto vicini al "tana liberi tutti". Per questo Grillo, che sta perdendo molti voti di benpensanti che lo aveva scelto per dare una lezione ai partiti oppure che stavano mandando un segnale a Berlusconi, si ritroverà a capeggiare un movimento radicale di sinistra avendo alla calcagne un affannato Vendola. Il riformismo a sinistra sta subendo invece colpi mortali. Può operare solo dall'alto. Di chi è la colpa?

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