Mambo

21 Maggio Mag 2013 0752 21 maggio 2013

Renzi adotta Epifani e molla Letta

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Nel pomeriggio di ieri Enrico Letta deve aver capito che, se non si dà una mossa, gli conviene cominciare a preparare le valigie. Da un lato sente stringente l'abbraccio del PdL, dall'altro sente affievolirisi il sostegno del suo partito. Il Pd, infatti, gli ha regalato due dispiaceri. Il primo con la coppia Finocchiaro-Zanda che ha reso noto di aver presentato una proposta di legge in applicazione di un articolo della Costituzione che in pratica potrebbe impedire al movimento 5 stelle di presentarsi al voto, in ogni caso così Grillo l'ha interpretata e da qui l'annuncio di diserzione dalla prossima campagna elettorale. Per i 5 Stelle è stato un regalo di Natale visto che ieri erano sotto botta dopo l'ineccepibile servizio della Gabanelli che ha confermato, ma non c'erano dubbi, che è soprattutto una giornalista di grande professionalità.

Il movimentismo di Renzi

Il secondo segnale l'ha avuto da un redivivo Matteo Renzi che ormai ha scelto di stare quotidianamente sui giornali e in tv in occasione del lancio del suo libro dal significativo titolo, chiaramente autocritico, "Oltre la rottamazione". Renzi ha cambiato atteggiamento. Alessandro Sallusti, direttore del "Giornale", e vecchia volpe, gli ha detto, deluso, a "Porta a porta", che ha rivoluzionato la sua immagine. Voleva piacere a destra, all'epoca delle primarie, per cercare di prendere voti anche da lì, oggi invece guarda all'elettorato del Pd, persino dichiarandosi poco convinto della Tav. E' un Renzi che punta molto sulla propria immagine giovane, anti-burocratica, che vuole ragionare con lo sguardo lungo e che non ha più tempo per rottamare i suoi compagni di partito anche perchè gli unici suoi interlocutori attuali sono i rottamati D'Alema e Veltroni.

Resta Epifani?

Questo Renzi non corre per la segreteria perchè non vuol entrare in collisione con Letta ma dà a Letta i quindici giorni perchè gli chiede di fare la legge elettorale e poco altro e poi di andare al voto. In questa impostazione c'è chiaramente la doppia percezione della difficiltà di fare di più con questa alleanza strana e soprattutto la sicurezza che il Pd non regge molto a lungo in maggioranza con Berlusconi. Se le cose stanno così è probabile che Renzi sia poco interessato allo svolgimento del congresso e potrebbe accettare un suo slittamento e la prosecuzione della esperienza Epifani. L'unico dubbio, su questa materia, può venire dalle richieste della sinistra interna, e dicono, di D'Alema, che vorrebbero con Gianni Cuperlo avere la segreteria del partito per segnare la loro presenza.

Quanto dura Letta?

Comunque la si pensi è chiaro che Letta sa di essere entrato, ma lo sapeva anche prima, in acque tenpestose. Il caso del dibattito sulla ineleggibilità di Berlusconi può accelerare la crisi. Può acuire le sue difficoltà la percezione che il mondo economico e quello del lavoro hanno della necessità di grandi iniziative e non di piccoli aggiustamenti. Un governo di coalizione fra opposti potrebbe avere la forza di fare grandi inziative ma nessuna delle due componenti principali riesce ad uscire dal recinto del proprio elettorato. Soprattutto il PdL oltre l'Imu non ha un'idea dell'Italia. Anche il Pd scarseggia di visione ma la vocazione al patto dei produttori, che viene da una lontana tradizione, potrebbe fornire lo sprint necessario.

Voto più vicino

Una campagna elettorale con un vincitore certo aprirebbe il campo a scelte più impegnative. Ma ci sarà un vincitore certo? Tranne che con il semi-presidenzialismo alla francese nessuna legge elettorale, neppure il ritorno al mattarellum, può garantire alla destra o alla sinistra, nè a Grillo, una stabile maggiorzanza. Saremmo punto e a capo. Questa situazione dà al Pd maggiori responsabilità. Da un punto di vista puramente tecnico servirebbe un partito disciplinato che incoraggia il suo premier e spinge in avanti il suo successore, che faccia tacere i suoi dirigenti, per esempio Zanda, e che riduca le esternazioni al minimo sindacale, visto che ad ogni comparsata tv si perdono voti. In questo il Pd dovrebbe avere la severità di Grillo verso i suoi parlamentari, soprattutto i capicorrente. Insomma un partito che si rispetti dovrebbe innanzitutto rispettare se stesso e impedire che dal proprio interno si spari sul premier o si affolli il pettegolezzo politico con iniziative da dementi. Letta dal canto suo, glielo dico da tempo,  provi a fare il "fenomeno" e, come dice Giuliano Ferrara, "ci stupisca", altrimenti non vale la pena.

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