Mambo

25 Maggio Mag 2013 0832 25 maggio 2013

Letta pensa a Joe Bastianich!

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Chi segue, come faccio io, i talent sui cuochi, scopre sempre che c'è un giovane ben preparato che fa tutto secondo le regole che, tuttavia, lo chef titolato, o Joe Bastianich, rimprovera, e non premia, perchè gli manca il tocco finale, quel qualcosa in più, quell'amore del rischio che fa la differenza. Mi sono venute in mente queste scene pensando a Enrico Letta, per il quale , come ho ripetutamente scritto, ho molta simpatia. Prendiamo il caso della legge sul finaziamento pubblico dei partiti. E' il primo premier che l'ha proposta, Grillo si è subito infastidito, i partiti hanno abbozzato.

Finazniamento pubblico

Che cosa manca? Manca che la legge dovrebbe essere un decreto da fare oggi e non domani nel caso i partiti non accelerassero l'iter delle nuove norme per l'approvazione parlamentare. La discussione sul finanziamento pubblico è un tema che raccoglie il consenso maggioritario dell'opinione pubblica. Colpa dei partiti che hanno usato o fatto usare male quel fiume di denaro che ricevono. Altrove procedure simili di finanziamento pubblico sono accettate. Qui no, nè ieri, nè oggi. L'effetto di annuncio di un simile cambiamento potrebbe dare a Letta e alla politica non movimentista una vera boccata di ossigeno. Ma la scelta di affidarsi all'itinerario legislativo normale invece che ad una iniziativa eccezionale, il decreto, rende dubbiosi tanti concittadini. Letta dice  che se a fine luglio non vedrà cambiamenti nell'atteggiamento dei partiti farà un decreto? Qui in Italia i giorni sono anni. Se i partiti sono d'accordo, come hanno detto ieri, Letta faccia il decreto e tiri avanti. E' questo quel di più che lo chef avrebbe consigliato al giovane cuoco talentuoso.

Verso un nuovo maggioritario

Altro esempio, l'abrogazione del porcellum La proposta del governo non piace a nessuno anche perchè non interviene sulle procedure di elezione dei parlamentari e soprattutto perchè ci consegna a un parlamento futuro senza vincitori e condannato alle alleanza strane. Capisco che Letta debba prevedere un rimedio di pronto intervento in caso sia di sentenza negativa dell'Alta corte sia di elezioni anticipatissime. Ma decida lui di prendere l'iniziativa di proporre una legge di rottura al parlamento mettendolo con le spalle al muro. Renzi propone il modello sindaco d'Italia, altri il semipresidenzialismo alla francese. La strada è stretta o si sceglie di tornare a elezioni in cui non si sa chi vince e le alleanze si fanno dopo il voto, oppure si rafforza lo spirito maggioritario e si torna a soluzioni che diano un  vincitore. Non sarei spaventato dalla prima ipotesi se gli elettorati contrapposti sapessero accettare la via della collaborazione. Non è così. Allora si torni a leggi maggioritarie secche.

Vai con Squinzi

Infine il tema del lavoro. Qui Letta deve fare proprio il "fenomeno", deve inventarsi la ricetta inosabile.  Vada in parlamento e dica che ha ragione Squinzi, che se non si crea lavoro il paese affonda, che per creare lavoro bisogna che ci siano imprenditori, nuovi e vecchi , che vogliono rischiare e sindacati, che tutelando diritti, vogliano collaborare, prometta sgravi fiscali imponenti sul lavoro e acceleri quei pubblici lavori che possano dare la scossa. Grandi e piccoli lavori. Animo, Enrico, ce la puoi fare, puoi passare alla storia come il premier che ha osato di più, non hai niente da perdere e forse noi qualcosa da guadagnare.

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