Mambo

1 Giugno Giu 2013 1036 01 giugno 2013

L'ira di Grillo perchè gli rubano i parlamentari

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La telenovela Rodotà-Grillo continuerà per molte puntate. I fatti sono noti. Grillo ha insultato Rodotà che, dopo la sconfitta di Grillo alle amministrative, si era ricordato di criticarlo. Il mondo di Grillo, giornalisti grillini in lutto compresi, aveva scritto al leader che così non si fa. Gli anti-Grillo si sono indignati. Rodotà ha fatto l'offeso. Grillo ha detto, berlusconianamente, di essere stato mal compreso ma che non avrebbe mai accettato che Rodotà e la sua compagnia di giro gli scippassero il M5S. Posizioni chiare e ripetibili.


Le prossime puntate prevedono che Grillo che accentuerà l'attacco ai partiti (il finaziamento pubblico sospeso da letta è una truffa, gli F15 devono essere rimandati indietro, ecc.), i partiti, per primo il Pd, si saranno convinti, se Marino vincerà a Roma, che Grillo è alla frutta, altri lavoreranno per spaccare il gruppo parlamentare grillino. Grillo indubbiamente non è in questo momento sulla cresta dell'onda. Non ha strategia, sembra aver congelato i suoi voti e parlamentari, si è fatto rappresentare da due impresentabili (Crimi e Lombardi), è troppo prepotente con i suoi, soffre a veder il suo movimento pencolare verso sinistra cosa che gli fa perdere i suffragi di destra.


 Grillo, comunque, non è politicanmente morto. Chi lo pensa si illude. Conserverà a lungo uno zoccolo duro di persone che crederanno finalmente di aver trovato il bastone che punisce i partiti. Soffrirà in quell'area mobile che lo ha appoggiato, e che ora lo critica, ma che può tornare da lui. Grillo ha chiaro in testa che non può fare accordi con i partiti. Chi glielo chiede gli chiede il suicidio. Nasce da qui la tentazione di spaccare il suo movimento come tentano di fare , a suo dire, Rodotà, Civati, Vendola e qualche altro.


 Spaccarlo per fare che cosa? Suggeriscono alcuni giornalisti grillini delusi e piangenti: per fare un governo imperniato su Pd , Vendola, grillini transfughi. Scilipotismo allo stato puro. Questa soluzione ha le seguenti contro-indicazioni: la prima riguarda il Pd che non può diventare un partito-taxi, sei mesi con Berlusconi, sei mesi con cripto-grillini. La seconda viene dalla coerenza morale:  non si può fare un governo fondato su voti scippati a un elettorato contrario a questo tipo di esecutivo. Non c'è un ribaltone cattivo, quello che fece Cossiga, e un ribaltone buono, quello dei grillini delusi.?


Se Letta non ce la fa, si vada al voto senza sotterfugi e piccole macchinazioni parlamentari. Anche perchè i grillini in fuga non portano elettoralmente un solo voto. I voti sono di Grillo, li prende e li perde lui. I transfughi allungano solovita della legislatura che sarebbe a quel punto sotto il segno di Rodotà e di Vendola. Cioè di una minoranza della minoranza. Un bel favore a Berlusconi.

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