Mambo

19 Giugno Giu 2013 1058 19 giugno 2013

Cuperlo, il più veltroniano dei dalemiani, sfida Renzi

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Le condizioni che ha posto Renzi ad "Agorà" per partecipare alla gara per guidare il Pd sono assai semplici: niente nuove regole, bastano quelle che già ci sono e poi fare il congresso, come statutariamente previsto, entro il 7 novembre. E' difficile trovare argomenti seri contro questa impostazione. Renzi sta ancora una volta trionfando nei sondaggi e sta riprendendo un certo appeal verso elettori di centro-destra. Nel Pd c'è uno zoccolo duro, non sappiamo quanto ampio, che non lo ama per niente, ma molti si vanno convincendo che nel destino del centro-sinistra ci sia la sua leadership.

La discussione interna è invece confusa. Gran parte di questo disordine nasce dall'atteggiamento rancoroso di Bersani e dei bersaniani. Un 'altra parte va cercata nella diffidenza verso Renzi incardinata due sue critiche: c'è chi lo sente ancora troppo "leggero" come leader del paese (ma questo dubbio si potrà sciogliere solo mettendolo alla prova) e c'è chi teme che il sogno bipartitico e la sua polemica contro il partito pesante nascondano l'idea di un partito plebiscitario-carismatico.

Se nel Pd ci fosse maggiore fiducia reciproca, lo schema ideale vederebbe un uomo più adatto a costruire il partito a guidarlo e la premiership indiscutibilmente affidata al sindaco di Firenze. In questo scenario la segreteria Cuperlo avrebbe molti vantaggi. E' un uomo colto e leale, sa i fondamentali della politica, è politicamente un diesel. Renzi non dovrebbe temerlo alla guida del Pd perchè Cuperlo non gli sarebbe da ostacolo nella corsa verso palazzo Chigi anzi favorirebbe una ricomposizione interna. Del resto Cuperlo è il più veltroniano dei dalemiani, nel senso che le sue idee sulla politica, sui media, sulla cultura sono assai più vicine al vecchio sindaco di Roma che al suo antico sodale. Con D'Alema condivide questa passionaccia per la sinistra, il suo nome, la sua storia.

Può darsi che Renzi non si fidi. Allora deve correre per fare il segretario e gli altri devono accettare le sue ragionevoli condizioni. Questa corsa può essere inclusiva nel senso che Renzi può provare a dare risposta alle domande di quelli che legittimamente non lo amano. O può fregarsene. Nel secondo caso è giusto che la sinistra  abbia un suo candidato e che lo scontro Renzi-Cuperlo diventi una vera sfida politico-culturale che potrebbe arricchire il Pd.

Il nodo per Renzi è però la data del voto politico. Il sindaco a fine anno dovrà decidersi se candidarsi o meno per guidare la sua città. Se le elezioni politiche si allontaneranno lui dovrà fare il sindaco per ancora alcuni anni con il timore che la sua immagine si logori. Se Letta invece porterà il paese al voto con le europee il nodo sarebbe sciolto. Comunque la giriate si vede a questo punto che il pallino è nelle mani di Letta, compatibilmente con le reazioni berlusconiane alle disavventure giudiziarie. Se Letta fa cose, va avanti. Ma Letta per fare cose deve fare cose per il lavoro. Solo così renerà accettabile il suo governo al suo partito e sposterà più avanti la linea di scontro con il PdL a guida Santanchè-Brunetta.

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