Mediterranea

17 Aprile Apr 2013 1152 17 aprile 2013

La provincia più povera d'Italia?

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Si dice, si misura, si definisce il Sulcis la provincia più povera d'Italia. I parametri per la misurazione sono diversi, mutuabili dai manuali di economia: occupazione, strade, servizi primari, qualità della vita e via elencando.

Cerco di trovare altri punti di osservazione per guardare la zona più a sud dell'isola, più mediterranea e più vicina all'Africa che all'Italia. Jacque Cousteau , il celebre esploratore francese definì la strada costiera 195 (Sulcitana), la più bella del mondo. "La strada statale 195 Sulcitana (SS 195) è una strada statale italiana che collega Cagliari, passando per la costa sud-occidentale dell'isola, al Sulcis e alla provincia di Carbonia-Iglesias". Parliamo per un attimo di bellezza, immergiamoci nel viaggio lungo le scogliere che si affacciano su un mare cristallino, a tratti verde smeraldo. Si possono ammirare i resti di alcune tra le più belle torri costiere di costruzione spagnola. Parte di un sistema di difesa che circumnavigava l'intera Sardegna. Si possono ammirare spiagge inimitabili come Chia o Tuerredda, si possono assaggiare i celebri frutti di Pula, la dolce consapevolezza del fatto che in alcuni tratti non si potrà mai costruire, e dove ci hanno provato, un singolo uomo, un pastore, un coraggioso Davide (l'ottantenne Ovidio Marras)  contro Golia (Benetton, Gruppo Marcegnaglia) hanno perso! Altri tentativi di conquista sono stati portati avanti, dal Berlusconi (fratello), al recentissimo emiro del Qatar. Trasformare l'intera costa sud occidentale nel solito parco giochi turistico.

Si arriva a Sant'Anna Arresi, e poi a Porto Pino. Una spiaggia lunga 5 km che unisce il porticciolo turistico, recentemente abbellito e organizzato con posti barca, con le più belle e bianche dune di sabbia d'Europa. Le dune di sabbia finissima sono racchiuse all'interno del poligono di Capo Teulada, zona militare che viene concessa ai bagnanti nei mesi di Luglio ed Agosto. Un piccolo grande paradiso requisito dallo Stato. C'è chi dice che i militari hanno evitato lo scempio della speculazione selvaggia, c'è chi protesta per l'inquinamento gravissimo della zona, c'è chi come i pescatori si lamentano della zona interdetta alla pesca, (chiedendo e ottenendo un lauto indennizzo). Porto Pino conserva intatta una foresta bellissima di Pino d'Aleppo, specie arrivata dalla Siria ai tempi delle invasioni arabe. La zona propone diverse soluzioni: spiagge grandi e organizzate, spiagge piccole e selvagge nella parte chiamata Portopineto, scogliere a Candiani, una spiaggia isolatissima a Su Portu de su trigu (porto del grano), dove i romani caricavano il prezioso carico per la capitale. La Sardegna veniva chiamata "Il granaio d'Italia" per il vasto territorio pianeggiante del Campidano.

Tornando al nostro viaggio percorriamo ancora 20 km e si arriva all'isola di Sant'Antioco, l'antica "Sulci" per i romani, la cittadina omonima ospita un interessante necropoli punica, un museo archeologico di pregio e un'importante artista, Chiara Vigo, che riesce a creare opere d'arte con la seta di mare, il Bisso. Si continua ancora per Calasetta, grazioso villaggio di pescatori e viticoltori, tradizione ancora viva seppur in crisi finanziaria fortissima. Il Sulcis è il maggior produttore di Carignano, il D.O.C. Carignano del Sulcis appunto. Dalle colline che scendono sul mare di Porto Pino alle campagne dell'isola di Sant'Antioco questo vitigno produce il meglio di se.

Se ci affacciamo dal porto di Calasetta possiamo vedere le ciminiere del maggior disastro economico/ambientale della storia sarda. Portovesme e tutto il complesso industriale tristemente noto alle cronache italiane degli ultimi anni. Portoscuso, prima della scelta di impiantare il polo di produzione di energia alla fine degli anni sessanta e successivamente di alluminio, era un villaggio di pescatori, in particolare la pesca del tonno testimoniato dalla Tonnara che ogni anno cattura un quantitativo di pesce molto importante e di altissima qualità, ne è la prova l'acquisto quasi integrale da parte dei giapponesi.  Il tonno si può trovare a Portoscuso o Carloforte dove esiste l'unica tonnara ancora attiva nel Mediterraneo, e poi nel trapanese in Sicilia. Si possono prenotare, per chi se la sentisse, i posti per il giorno della "mattanza".

Il Sulcis ha molte potenzialità inespresse, purtroppo è così da secoli. La politica ha sempre pensato ad un piano di "emergenza Sulcis", come se non fosse possibile in nessun modo pianificare dal basso uno sviluppo sostenibile e duraturo. Oggi si propone il Concorso internazionale di idee “Un’idea per lo sviluppo sostenibile del Sulcis”. La soluzione inventata dal Ministro Passera ha degli spunti interessanti: la richiesta agli abitanti di proporre il loro modello di sviluppo seguendo una scala di priorità, il web come strumento; per contro gli stessi proponenti non possono poi partecipare alla realizzazione vera dei progetti che inviano.  Il turismo, l'agricoltura di qualità, l'allevamento del pesce, la produzione agroalimentare di qualità, la ricerca scientifica, sono solo alcune delle idee da sviluppare.

Una sola idea però vale la pena di proporre subito: visitare le bellezze del Sulcis!

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