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27 Gennaio Gen 2017 1912 27 gennaio 2017

Elezioni: a sinistra progetto politico o ammucchiata da 40 per cento?

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Pisapia risponde con una battuta: "per me, e non solo per me, sarebbe un incubo ed è folle solo pensarlo." E' un niet duro quello dell'ex primo cittadino di Milano, che non lascia nessuno spazio all'idea che negli ambienti romani era circolata dopo la sentenza della Consulta. Per arrivare ad ottenere il premio di maggioranza e quindi superare la soglia del 40 per cento, l'ipotesi era quella di un listone che comprendesse oltre al Pd, Pisapia, gli alfaniani e il gruppo che fa riferimento al sindaco di Verona Toti. Ma Pisapia va avanti nel suo tour per l'Italia, lavorando soprattutto con gli amministratori locali a partire dai sindaci di Genova e di Cagliari. Il tentativo è quello di ridare vita a un raggruppamento civico arancione che recuperi pezzi della sinistra orfana di Sel, personaggi come Bassetti e Tabacci e tutte quelle formazioni che si sono presentate sotto la bandiera del civismo municipale nelle passate elezioni amministrative. Pisapia pensa ad un centrosinistra, ma senza Alfano e compagnia. Tutto dipenderà da come sarà, alla fine, la legge elettorale. Al Senato le coalizioni sono possibili, con l'Italicum no. A febbraio nascerà un nuovo partito Sinistra italiana che, oltre ad avere raccolto i fuoriusciti del Pd come Fassina, tenterà di dar vita ad una forza politica che si ponga alla sinistra del Partito democratico. L'Unica incognita è tra coloro che vogliono comunque allearsi con il Pd e quelli che, invece, fanno un ragionamento di assoluta autonomia, come l'onorevole Fratoianni. Pesa, comunque, l'eredità di Vendola che non si è ancora espresso in maniera definitiva. Poi, vi è D'Alema. L'ex Presidente del Consiglio non ha sciolto i Comitati per il No, che erano nati in occasione del Referendum del 4 dicembre, li ha sostanzialmente trasformati in Comitati elettorali per le prossime elezioni politiche. Anche loro dovranno ben presto decidere da che parte schierarsi. C'è anche molta agitazione nella minoranza del Partito democratico. E si fa sempre più forte la figura del presidente della Regione Puglia Emiliano. Il tetto del 40 per cento è molto alto e difficilmente raggiungibile dagli attuali partiti. Il gioco è appena iniziato anche se, ormai con insistenza, si parla di un voto anticipato per il mese di giugno. La partita a scacchi è tutta aperta. Non è detto che, alla fine, non prevalga, di fronte a una situazione di stallo, la possibilità di andare al voto con l'Italicum corretto e al Senato con la vecchia legge. In queste condizioni la sinistra rischia di non essere maggioranza in questo paese se non si arriverà ad un'operazione di sintesi politica che appaia però chiara sul progetto finale agli elettori. L'ombra di Tafazzi è sempre presente.

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