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1 Febbraio Feb 2017 1144 01 febbraio 2017

Con Hamon un nuovo socialismo europeo contro i populismi di destra

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L'utopista, il sognatore, l'outsider Benoit Hamon stravince le primarie della sinistra francese battendo tutti i favoriti e, soprattutto, riuscendo a portare al voto due milioni di francesi, che sono tornati a credere ad un progetto politico dopo le delusioni dovute alla pochezza istituzionale di Hollande. Hamon non è certo un nostalgico, non guarda al passato: quello che propone è un'idea del futuro che tenga conto delle nuove realtà sociali e dei cambiamenti che si sono succeduti, in questi ultimi mesi, sia in Francia che in Europa. È un sincero europeista, infatti è stato parlamentare europeo. Non è però un rigorista. Nel suo programma elettorale il punto di forza è rappresentato dal reddito di esistenza, ma non solo. Punta all'istruzione universale dando grande rilievo alla scuola, all'università e alla ricerca. Chiede di legittimare come malattia professionale il burn out, ormai molto diffuso tra i lavoratori. La sua concezione del lavoro parte dal benessere e non da una logica di oppressione. Si rivolge con grande forza ai giovani, guarda con interesse alle posizioni americane di Sanders, che è andato a trovare recentemente. Abbandona una visione di vecchio stampo operaista e si pone come un innovatore che rispetta l'uomo e la qualità della vita. Certamente parte sfavorito nei confronti di Marine Le Pen e di François Fillon, anche se quest'ultimo è ammaccato dalle inchieste giudiziarie che riguardano la sua famiglia. Di fronte ad una socialdemocrazia europea sbiadita e grigia, che non ha saputo andare oltre all’ormai superato concetto di welfare e che non è stata in grado di dare risposte adeguate al fenomeno immigrazione e al terrorismo, il programma di Benoit Hamon rappresenta sicuramente una novità politica. Anche un sogno. La sinistra con lui ha ritrovato fiducia e un'unità politica che negli ultimi anni era stata messa in difficoltà dalla crisi del partito socialista francese. Aiuterà sicuramente Hamon anche la candidatura a sorpresa in Germania di Martin Schulz che è l'unico in grado di opporsi realmente alle politiche fin ora attuate dalla Merkel. Chi accosta Hamon al leader laburista Jeremy Bernard Corbyn sbaglia di grosso. Corbyn guarda al passato, Hamon al futuro. E a volte, sognare fa bene alla politica.

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