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26 Marzo Mar 2017 1436 26 marzo 2017

Votare sì al referendum di Maroni: provocazione o possibilità?

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Un pezzo del centrosinistra milanese riunitosi alla Società Umanitaria per dar vita al Movimento delle liste civiche, per bocca dell'ex assessore della Giunta Pisapia Franco D'Alfonso ha buttato un macigno nelle acque un pò sonnolente della politica ambrosiana. Si può votare sì al referendum proposto da Maroni per l'autonomia della Regione Lombardia, sia per rilanciare un federalismo finito nel cassetto, sia per togliere alla Lega una bandiera che non sventola più. Una provocazione? Certamente. Ma che ha avuto la capacità di aprire un dibattito nella sinistra su di un tema decisamente scomodo. Pisapia, ex sindaco ed ora leader di Campo progressista ha già dato una risposta assolutamente negativa. Invece, molto tentato da questa idea si è pronunciato Piero Bassetti che è stato il primo presidente della Regione Lombardia. Convintissimo di votare sì, si è dichiarato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. La sua adesione si rivela ancora più importante perchè molti lo indicano come il più probabile candidato per il centrosinistra nella corsa a Presidente che si svolgerà nel 2018. Anche il sindaco Beppe Sala si è espresso a favore di una sua candidatura. Il Movimento delle liste civiche, nato da una costola degli arancioni che nel 2011 avevano sostenuto Pisapia, con questa proposta entra con i piedi nel piatto della già numerosa configurazione di formazioni politiche che si muovono nell'arcipelago del centrosinistra, ma che non vole confluire nel Pd. L'obiettivo è quello di partecipare alle elezioni regionali con una sorta di Lista Sala lombarda. Ma non solo. Vi è anche un tentativo nazionale mettendo insieme tutte le altre realtà civiche e municipali sparse nel Paese. Assistiamo ad un proliferare di soggetti politici. Sarà poi la legge elettorale a determinarne la sopravvivenza.

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