Mens sana Polis sana

14 Maggio Mag 2017 1119 14 maggio 2017

Milano senza muri: il 20 maggio non ci sarò

  • ...

Milano capitale dell’accoglienza. Lo è sempre stata, abbiamo dimostrato nei fatti di essere una città solidale, aperta e disponibile. Negli anni sono cambiate le origini e il numero, sempre maggiore. Persone che fuggono dalla guerra o dalla povertà, fare i distinguo tra profughi di guerra e migranti economici diventa impossibile. Tutto ciò ovviamente ha un prezzo e non è sempre basso. Il problema della sicurezza si fa sentire, una parte dei cittadini ha sviluppato una certa intolleranza, perché quando non ci si sente sicuri si ha paura e l’istinto porta alla chiusura, non certo all’inclusione. Un equilibrio delicato il nostro, che fino ad oggi ha tenuto in nome di una Milano città della solidarietà. Mancano pochi giorni alla manifestazione “Insieme senza muri”, iniziativa convocata nel nome proprio della accoglienza e della solidarietà sulla scorta di quanto accaduto a Barcellona. Milano, però, non è Barcellona e l’Italia non è la Spagna. I numeri dell’accoglienza sono diversi. L’idea è quella di invitare le associazioni di volontari, consolati e comunità straniere per una giornata di solidarietà a tutti i rifugiati del mondo, guidata dal Comune di Milano, una delle città in prima linea per la gestione dei flussi migratori. La scelta della data non è casuale: maggio è infatti il periodo dove, storicamente, più richiedenti asilo arrivano in Stazione Centrale. Oltre 120mila profughi in tre anni sono passati da Milano. E la paura è che la città non capisca, che non sia stata sufficientemente coinvolta e che una parte di essa si senta presa in giro pensando che noi la nostra parte l’abbiamo già fatta, eccome. Ed ecco che l’operazione di alcuni giorni fa in Centrale ordinata dalla Questura ha fatto sicuramente discutere per i modi, ma non si può nascondere che abbia ricevuto anche il plauso di tantissimi. Milano ha un ricchissimo tesoro rappresentato da associazioni, private e non e di volontari che ogni giorno fanno qualcosa in nome della solidarietà e lo fanno in silenzio. Ora, il dubbio è che questa manifestazione più che distruggere i muri possa costruirne di nuovi, che non unisca la città, ma che la separi tra chi è contro e chi è pro accoglienza, tra paura e apertura. Per questo il 20 maggio io non parteciperò, la realtà è che credo che non bisognerebbe scegliere tra accoglienza e sicurezza. Il primo è un valore, il secondo un diritto.

Correlati