Mens sana Polis sana

10 Giugno Giu 2017 1729 10 giugno 2017

Caro Matteo, dicci cosa si fa e con chi.

  • ...

Caro Matteo, sono confuso e, purtroppo, siamo in tanti. Gli ultimi passaggi mi sono davvero poco chiari. Ti ho, ti abbiamo, sostenuto in tantissimi alle Primarie. Per allargare il consenso hai promosso un ticket con Martina che, sicuramente, ti ha portato un ulteriore contributo importante. Hai e abbiamo scelto un partito democratico per il futuro, e anche per l’Italia. Avanti, ti ricordi? Riforme, scelte importanti, anche a livello europeo con un nuovo volto per il nostro Paese. Le Primarie le hai vinte a pieni voti, nonostante le polemiche tra i competitor, alcune sbavature e le amarezze che ci sono state a causa di coloro che si sono allontanati, e tra di loro ci sono volti importanti per la storia del nostro partito come Bersani, segretario per anni. Siamo andati avanti, appunto, comunque. A votare siamo andati in 2milioni: un successo di partecipazione incredibile che è una delle caratteristiche che più contraddistinguono il Pd. L’obbiettivo era guardare al futuro con un progetto bello, che coinvolgesse il mondo dei giovani, del lavoro e del welfare. Passati, però, pochi giorni dalla tua nomina a segretario si è iniziato a ventilare un voto anticipato. Un argomento che, fino a quel momento, era stato un tabù: nessuno pensava a elezioni imminenti, né tantomeno di pensionare Gentiloni. C’era tra i tanti argomenti sul tavolo quello di una nuova legge elettorale che, improvvisamente, è diventata l’unica priorità e tu hai deciso che l’avresti portata a casa a qualunque costo. L’ipotesi alla fine è stata quella di un modello tedesco, ma con alcune modifiche come l’eccezione per il voto disgiunto, le primarie per la scelta dei candidati e altre ancora. Una legge elettorale che prevedeva un Pd in grado di correre e farcela da solo, sfidando gli altri per raggiungere un 40 per cento, necessario alla vittoria, senza coalizioni. Ma un accordo tu lo hai fatto e alquanto particolare. Si è formato così un quadrilatero composto da te, Berlusconi, Grillo e Salvini. Una decisione che ha lasciato grandi perplessità, sia per la scelta dei compagni di viaggio sia per la legge in sé. In più, c’è sempre stata la consapevolezza che nessuno avrebbe raggiunto il 40 per cento e quindi la maggioranza. Di qui, la naturale deduzione che, una volta votato, per governare, con qualcuno gli accordi li si avrebbe dovuti fare. Perplessità suscitate anche dalla data: settembre. Una campagna elettorale sotto l’ombrellone. Io non posso negare che di dubbi ne avevo molti, ma siamo andati avanti. Poi, si arriva al momento decisivo e la legge elettorale va sotto per un emendamento all’apparenza insignificante che doveva essere respinto e che invece viene accolto. Tutto torna in commissione, il voto aspetta. E tu? Tu che fino al giorno prima hai detto no a qualsiasi coalizione, rispolveri i rapporti con Pisapia, che avevi lasciato fuori dalla porta, con Calenda con cui eri in diatriba da mesi, e con Sala con cui era sceso il gelo. Oggi, li cerchi tutti, hai ribaltato la linea politica tenuta fino ad adesso. Fai buon viso persino ad Alfano che avevi appena rottamato. Cambi idea anche sulla data: non più settembre, ma a scadenza naturale nel 2018. Io non capisco, e temo che a non capire siano in molti. Pisapia chiede primarie di coalizione anche se non si sa quale. C’è la legge di stabilità da approvare. Quello che succede in Europa dimostra come alcune questioni vadano affrontate e che il voto dei giovani va recuperato. Allora, oggi, ti chiedo, Matteo, qual è la linea politica per il Pd e per il nostro Paese? Le divisioni apparse durante il congresso sono pericolose e noi lo sappiamo bene, siamo tornati alle correnti e alle tifoserie. La tenuta del Pd è un equilibrio sottile e senza una linea chiara è facile generare un implosione. Quindi, ti chiedo e ti chiediamo in molti, Matteo, cosa si fa e con chi?

Correlati