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5 Luglio Lug 2017 1801 05 luglio 2017

Sala di casa a Milano con la testa a Roma

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Da manager di Expo, a candidato scelto per le Primarie, a sindaco di Milano, fino a ricoprire un ruolo fermo e deciso nel panorama politico italiano. Questi i passi della trasformazione di Beppe Sala, primo cittadino di Milano. Se torniamo indietro nel tempo ricordiamo la figura strategica che ha ricoperto durante Expo, ruolo che gli ha fatto guadagnare l’escalation nel Pd in vista della scelta per il sindaco di Milano. Vicino alla politica c’è sempre stato, questo è ovvio, ma negli ultimi due anni la sua è stata una vera e propria scalata. Uomo sportivo, senza dubbio, basti pensare a quando twittava dal Cammino di Santiago, politicamente parlando, però, questa è stata una vera e propria corsa. Oggi abbiamo un Sala sindaco che non si limita ad amministrare la città, ma guarda Avanti – contrappasso perfetto alla campagna nazionale dei democratici – guarda addirittura al dopo Renzi che definisce indisponente. A Milano ha lasciato libertà ai suoi e Tasca a guardia del fortino, così da poter avere mani e tempo liberi e dedicarsi a ciò che gli piace e per cui è naturalmente portato: la politica nazionale. Definito dai salotti bene di Milano il Che di Corso Magenta per le sue posizioni di sinistra sinistra, non perde occasione per dire la sua, su tutto. Per le prossime regionali, il candidato per lui è Gori senza se e senza ma, un eventuale accordo Pisapia-Renzi lo giudica impossibile, Gentiloni deve andare fino a fine mandato nonostante i dem e al Referendum regionale voterà sì. Insomma, le idee chiare le ha, forse anche fin troppo. E in un Italia dalle figure politiche letteralmente liquide le sue certezze suonano quasi fastidiose, almeno per alcuni. Del resto, non si può avere solo sostenitori e parlane bene parlane male l’importante è parlarne. In una recente intervista ha dichiarato che lui non sta con nessuno: né con Renzi né con Pisapia, ma con il Pd. Chissà se i compagni resteranno tali lungo tutto il percorso, perché si sa le corse spesso si fanno Insieme, ma lo scatto finale lo si fa in solitaria. Chissà che un bel giorno, non troppo lontano, lo si ritrovi di casa a Palazzo Chigi.

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