Milano Capitale

11 Gennaio Gen 2016 1831 11 gennaio 2016

L'esercito della Balzani spaventa il renziano Sala

  • ...

“Sono passati quasi sei anni” continuano a ripetere i protagonisti delle primarie del 2010 che portarono alla vittoria Giuliano Pisapia contro l'armata del Partito Democratico che sosteneva all'epoca Stefano Boeri. Sei anni sono tanti, è vero, ma se letti nelle chiave delle primarie 2016 previste per il fine settimana tra il 6 e l'8 febbraio possono essere un'utile cartina di tornasole per capire su quanti voti potrebbero contare i contendenti Francesca Balzani, Giuseppe Sala e Piefrancesco Majorino. Nel novembre del 2010 i votanti furono 67 mila, alla fine Pisapia portò a casa il 45,36% di preferenze (circa 30mila), mentre Boeri si fermò al 40,16% (all'incirca 26mila). Il resto se lo accaparrò il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida.
Fece scalpore in quei giorni il calo di partecipazione rispetto a quelle del 2008. E anche adesso ad ascoltare gli addetti ai lavori di Pd e Sel ci si aspetta un'affluenza più bassa, di circa 45mila persone. Ma quanto peseranno i voti di allora rispetto a quelli di oggi? E chi ha i voti a Milano?
CHI HA I VOTI A MILANO? E' difficile capirlo, dato lo spezzettamento delle varie anime protagoniste della stagione di allora. Ma basta mettere in fila gli sponsor dei vari candidati per comprendere che alla fine ci potrebbe essere una sfida all'ultimo voto tra la Balzani e Sala. Perché di fatto, la partita, a quanto pare, è tutta tra la società civile e arancione di Pisapia (più che mai scatenato in questi giorni ndA) in appoggio all'assessore al Bilancio e il nuovo corso renziano del Pd che invece sostiene l'ex amministratore delegato di Expo 2015. Certo sette assessori della giunta hanno deciso di appoggiare Beppe, ma quanti voti possono portare? Basti pensare a Cristina Tajani assessore al Lavoro di Sel, ma non più appoggiata dal partito. Ora le variabili si sono mischiate. Di certo Sala può contare su un Partito Democratico molto forte dopo la cura Renzi - si vedano i risultati delle ultime elezioni Europee sotto la Madonnina - con l'appoggio di portatori di voti come gli assessori Pierfrancesco Maran e Carmela Rozza, ma dall'altro lato a muoversi sono i comitati per Pisapia, militarizzati come all'epoca nelle varie zone di Milano e capaci di soffiare alla fine la vittoria proprio ai dem. E proprio in questo senso non va sottovalutata la congiuntura tra una parte della sinistra del Pd, ampie fette di Sel e appunto il movimento arancione pisapiano. A Majorino non è rimasta che una parte della sinistra dem, molto poco per ambire alla vittoria, tanto che da più parti si mormora sempre lo stesso rerfrain “si è segato le gambe da solo”.
QUELL'ASSE TRA BOERI, PISAPIA E ONIDA. Non solo. L'appoggio di Boeri e dello stesso Onida alla Balzani non deve passare in secondo piano. Boeri, va ricordato, ottenne poi alle elezioni comunali ben 13mila preferenze come capogruppo del Pd e staccando di molto esponenti democratici come lo stesso Maran o Majorino. Se Sala può contare sui renziani, la Balzani sembra più fare breccia proprio in quell'area di salotti trasversali milanesi che portarono alla vittoria l'avvocato penalista, tra questi non va dimenticata l'area vicina all'ex candidato sindaco Nando Dalla Chiesa. La Balzani in più viene sempre immortalata insieme con Paolo Limonta, il gigante buono che seguì tutta la campagna elettorale di Pisapia, anima e anello di congiunzione con i movimenti vicini ai centri sociali. In questa chiave Sel, che vede comunque in città esponenti di peso come Daniele Farina e Mirko Mazzali, potrebbe alla fine risultare decisiva. Il gioco è complesso, anche perché una parte degli arancioni è ora con Sala, in particolare Franco D'Alfonso, assessore al Commercio di estrazione socialista. Eppure questo accordo non detto, ma nei fatti, tra Boeri e Pisapia, da sempre acerrimi nemici, potrebbe davvero diventare l'ago della bilancia a favore della Balzani. Vedremo.

Correlati