Milano Capitale

25 Gennaio Gen 2016 1648 25 gennaio 2016

«O Majorino si ritira dalle primarie o è finito»

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C'è un interessante post su Facebook di Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano, sulle prossime elezioni primarie del centrosinistra a Milano.
L'ex membro della segreteria politica di Pier Luigi Bersani sarà pure stato travolto da inchieste di ogni tipo - da cui è uscito indenne -, ma resta una voce politica autorevole nella sinistra milanese. Va ascoltato. E nel suo ragionamento di domenica mattina (24 gennaio, ndr) centra un punto fondamentale: o Pierfrancesco Majorino si ritira dalla competizione oppure è finito politicamente.
Perché se non riuscisse a battere Giuseppe Sala e Francesca Balzani ma poi entrasse in giunta con Sala, la sua candidatura potrebbe sembrare frutto di 'un accordo segreto' con il commissario Expo.
IN BASE AI SONDAGGI SALA VINCE IN OGNI CASO. Penati la spiega così, partendo dai sondaggi elettorali pubblicati dal Corriere della Sera e da Repubblica nel fine settimana, rilevazioni che danno entrambe in una posizione di forza l'ex amministratore delegato di Expo 2015 (Corriere della Sera: Sala 49% Balzani 19% Maiorino 15%; Repubblica: Sala 47-51% Balzani 29-32% Maiorino 19-21%).
Qui parte il ragionamento di Penati. «Nel primo caso, quello del sondaggio del Corriere, spiega, «qualsiasi siano le scelte dei due competitori di Sala non vi ė alcuna possibilità di una loro vittoria. Diverse sono le considerazioni che si possono fare qualora fosse più attendibile lo scenario descritto da Repubblica. In questo caso le scelte dei due competitori di Sala potrebbero determinare la vittoria di uno di loro».


«NON CREDO CHE MAJORINO ABBIA UN ACCORDO CON SALA». E qui l'ex presidente della Provincia scrive: «Premetto che io non sono per niente convinto che Maiorino abbia un accordo segreto con Sala per rimanere in campo allo scopo di far perdere la Balzani. Se, però, come dice il sondaggio di Repubblica, Sala dovesse vincere le primarie ma fosse evidente che i voti della Balzani più quelli di Maiorino avrebbero ribaltato il risultato, Maiorino non verrebbe a trovarsi in una bella condizione. A quel punto se Sala, come ė del tutto probabile, diventasse poi sindaco e Maiorino dovesse far parte della sua giunta (come successe con Boeri che fu assessore di Pisapia) a molti parrebbe che quello sarebbe il frutto del patto segreto contratto durante le primarie».
«UNA FERITA NELLA SUA CARRIERA POLITICA». Non solo, conclude Penati: «Ciò, sempre a mio giudizio, costituirebbe una ferita nell'immagine e nella sua carriera politica. Viceversa, sempre con lo stesso scenario di Sala sindaco, qualora Maiorino non facesse l'assessore rischierebbe che, senza una carica istituzionale, si spengano i riflettori su di lui. Per questo io penso che non si debba escludere la possibilitã che, in virtù del voto utile, alla fine Maiorino esca dalla competizione delle primarie».
Chissà

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