Missioni all'italiana

14 Giugno Giu 2013 0930 14 giugno 2013

Con Haiti una nuova figuraccia

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Non è stato un semplice pareggio. La rete di Peguero al 91' ha lasciato tutti senza fiato. Prandelli ha parlato di beneficenza anche se la maledizione dello stato caraibico sembra essersi abbattuta sull'Italia a distanza di qualche anno. Beneficenza è la parola usata dal ct della nazionale tricolore. Nel 2010 invece si parlava di soccorso umanitario. Haiti era stata spazzata via da un terribile terremoto che aveva causato quasi 300.000 vittime. Molte nazioni si precipitarono per inviare aiuti. Tra queste anche l'Italia. La nave prescelta per condurre le operazioni fu da subito la nuova portaerei della Marina Militare italiana "Cavour", salpata dalla La Spezia e diretta a Port Au Prince. A bordo della nave oltre ai militari erano stati imbarcati gli aiuti umanitari offerti dal governo italiano, dal World Food Programme, dalla Croce Rossa e da altre associazioni umanitarie non governative. La missione fu criticata perché l'Italia sarebbe potuta arrivare tempestivamente ad Haiti invece delle due settimane di navigazione. La lunga traversata  della Cavour fu interrotta anche da una sosta in Brasile visto che si parlò di missione congiunta "White Crane". Con i brasiliani c'era anche un accordo per vendere alcune nostre navi dismesse.  Ma d’altra parte il 90 per cento del costo della missione umanitaria italiana era stato finanziato da Finmeccanica, Fincantieri, Eni.  I costi giornalieri della nave variavano da 100 a 200 mila euro escluso il carburante dall’impatto economico molto elevato. Ben 25.000 litri di carburante per ogni ora di navigazione. E' vero che poi i nostri sodati si distingueranno in azioni di soccorso e di ricostruzione encomiabili, ma resta questo dilemma della "Cavour", una portaerei  capace di imbarcare mezzi terrestri, truppe e materiali. I terremotati vennero dopo i clienti a cominciare da quelli brasiliani. Haiti dopo 3 anni si è presa una rivincita anche se solo calcistica!

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