Missioni all'italiana

28 Agosto Ago 2013 1058 28 agosto 2013

L'atto di forza di Obama ma la guerra è solo mediatica

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Prudenza e di nuovo prudenza. Questo il motto del ministro della Difesa Mauro sul nodo siriano. Se l’Onu dovesse protendere per un intervento armato, l’Italia scenderebbe in campo. Una fonte dell’amministrazione americana ha dichiarato alla Nbc che da giovedì potrebbero essere eseguiti una serie di raid in Siria per la durata di tre giorni. Potere dei media per spaventare il nemico? Eppure la guerra in Siria non conviene a nessuno. Una certa ritrosia proviene dalla Russia ma anche dai noti alleati occidentali degli Usa a cominciare dallo stesso Israele. Obama minaccia la Siria ma lui stesso come altri attori non vuole una nuova guerra in Medio Oriente. E’ soltanto un atto di forza. La sua politica ha trovato delle crepe. Sperava nel sostegno dei musulmani moderati, per questo aveva confidato nell’aiuto della Turchia affinché potesse giungere ad una soluzione del problema siriano. Invece la Turchia ha fallito e la Siria si è vista riempita di terroristi appartenenti ad Al Qaeda. Sul teatro di guerra sciiti contro sunniti mentre la carneficina avanza. Si discute molto in questi giorni sulle armi chimiche utilizzate. Bisogna ancora provare con certezza tutto ciò e per questo si attende il rapporto degli ispettori dell’Onu. Per ora sono i ribelli a sostenere che aerei delle forze di Bashar Al Assad hanno sganciato bombe al fosforo e al napalm. Di sicuro in questa bailamme c’è un dato certo: le armi convenzionali hanno già ucciso 100.000 persone.  La speranza è che la Siria non diventi la nuova base di Al Qaeda visto che le premesse ci sono tutte. Sta diventando un covo per fanatici islamisti, talebani ed elementi proprio di Al Qaeda che ha come tradizione quella di trasferirsi in diverse zone del Mondo dove c’è il sostegno musulmano. Era già successo negli anni novanta quando “la base” si traferì in Sudan fino al 1996 grazie al sostegno di Al Turabi. Di fronte alle immagini dei cadaveri di quei ragazzini messi in fila, piombate nelle vite dei cittadini attraverso il mezzo televisivo, Obama non poteva non fare nulla. Il suo è solo un atto di forza affinché per qualche giorno dalla sua agenda di lavoro possa sparire la questione siriana.

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