Missioni all'italiana

5 Settembre Set 2013 1042 05 settembre 2013

Siria, la fotografia riciclata dalla Bbc

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L’immagine falsa che suscita polemiche. L’autore di quello scatto, Marco di Lauro, fotoreporter  italiano, denuncia la truffa via facebook. Quella foto è stata scattata in Iraq e ritraeva i corpi in una fossa comune di Al Musayyb, a meno di 50 chilometri da Baghdad nel lontano 2003. I corpi vennero ammucchiati in una scuola e coperti. Sul sito della Bbc la stessa foto è stata utilizzata oggi per la propaganda antisiriana in modo da giustificare l’utilizzo di armi chimiche di Assad. Si è fatto credere a quanto pare che lo scatto fosse stato fatto nella città siriana di Hula. Nulla di più vero! Tutto questo per dimostrare l’utilizzo di armi chimiche in Siria utilizzando una foto scattata anni prima in Iraq. Sul possibile arsenale chimico siriano le voci sono ancora discordanti. L’esercito americano in diverse circostanze negli anni Novanta si è imbattuto con i resti dell’arsenale tossico del regime iracheno, che proprio in quel periodo venne utilizzato in modo massicci per lo sterminio di massa soprattutto dei curdi da parte del regime di Saddam Hussein. Nell’agosto del 2004, secondo i files di Wikileaks, le forze americane acquistarono sotto copertura quello che credevano essere iprite allo stato liquido, la sostanza usata per realizzare il cosiddetto gas mostarda, sostanza vescicante comunemente usata come arma chimica. Le verifiche confermarono che i barili contenevano iprite e questi vennero trasferiti in un luogo sicuro. Tre mesi dopo, a nord dell’Iraq, le truppe americane visitarono un vecchio deposito di armi chimiche rilevando che un bunker era stato manomesso e danneggiato. L’esperto analista militare del Washington Institute, Jeffrey White, sostiene che la Siria possegga diverse centinaia di tonnellate di agenti chimici ma soltanto una parte di essi è stata impiegata per produrre armi. Secondo White ci sarebbero decine di testate equipaggiate con agenti nervini e vescicanti tra cui appunto l’iprite, il sarin e il cianuro. Ha aggiunto che queste testate possono essere caricate su diversi ordigni visto che il regime dispone di decine di missili Scud, qualche centinaia di bombe aeree e diverse centinaia di razzi. Intanto la Commissione Esteri del Senato Usa si esprime favorevolmente ai raid in Siria. Gli Usa nel caso di un intervento militare anti-Assad potrebbero appoggiare i ribelli che comunque stanno perdendo colpi in alcune zone che avevano conquistato nel tempo. Questo perché Hezbollah sta dando una grossa mano alle truppe di Assad e poi perché spesso gli stessi ribelli spesso entrano in contrasto tra di loro agevolando solo infiltrazioni di terroristi  jihadisti. Delle conseguenze di una possibile guerra sono preoccupati i Libanesi che la notte non dormono più e soprattutto non escono più. C’è allerta massima soprattutto nel Sud dove sono impegnati anche i militari italiani nella missione Unifil.

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