Missioni all'italiana

4 Ottobre Ott 2013 1218 04 ottobre 2013

500

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Gli occhi spenti dei superstiti si mostrano al mondo che tace e acconsente.  I dispersi non hanno ancora un volto. 500 su un barcone partito dalle coste libiche.  Rifugiati che spesso annegano nell’indifferenza prima che in mare. 500 fantasmi che viaggiano verso l’ignoto. Alcuni sottratti dalla furia delle onde piangono i compagni.  500 esseri che con le loro nude mani cercano di farsi largo tra la massa umana ma non ci riescono.

Tra loro anche bambini, creature fragili la cui infanzia gli è stata già strappata. Donne incinte che si battono il petto stracolme di dolore e bagnate dalla tristezza prima ancora che dall’acqua salata di mare. In fondo a quel mare oggi c’è solo disperazione. Risciacquarsi in quell’acqua che dovrebbe unire invece di dividere. La Marina è intervenuta con il pattugliatore Vega del Comando Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera. Inoltre un elicottero sorvola la zona dell’evento per dare supporto alle operazioni di ricerca e soccorso dei dispersi. Ancora una volta a distanza di 10 anni la storia si ripete. Nel  2003 ci fu il “battesimo” per l’isola di Lampedusa. Un barcone alla deriva con 90 profughi somali a bordo venne avvistato dalla guardia costiera. Soltanto pochi i superstiti. Gli stessi che vennero giudicati dai medici di Palermo come dei deportati viste le loro condizioni simili a quelle degli internati nei lager nazisti. Oggi Il Nobel per la pace dovrebbe andare all’equipaggio del peschereccio che ne ha soccorsi 47 dei 500 a bordo del barcone. Spesso nessuno si ferma a soccorrerli. In Spagna i clandestini vengono direttamente indirizzati verso il Senegal, gli Usa hanno innalzato un blocco verso i messicani che cercano di passare la frontiera, in Russia molti vietnamiti vengono arrestati ed espulsi. Oggi siamo abituati a flussi migratori continui. L’uomo non è più fermo ma continua a fuggire e percorrere il globo. 500 come il periodo in cui in Italia si assisteva al Rinascimento. Una rinascita in tutti i sensi. Sotto i porticati fiorentini era nato nel Quattrocento il regime della modernità. Il soggetto doveva rimanere fermo altrimenti il trucco della prospettiva non funzionava. Oggi il soggetto non è più fermo ma è in continuo movimento e nessuna legge riesce ancora ad esplorare un fenomeno che ha ragioni molto più antiche e spesso legate a vari aspetti della conoscenza umana.

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