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16 Ottobre Ott 2013 1012 16 ottobre 2013

Altri 200 militari in Val di Susa

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Pietre, petardi, bombe carta, l’escalation di proteste sembra non arrestarsi. La Difesa, su richiesta del Ministero degli Interni, ha
disposto l’invio di ulteriori 200 militari per il rafforzamento del dispositivo di vigilanza ai cantieri della TAV in Val di Susa. Queste unità, già impegnate in altri siti nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, si aggiungono ai 215 già presenti con il compito di sorveglianza del perimetro del cantiere.

Il personale è particolarmente addestrato per lo svolgimento dei compiti di vigilanza e controllo del territorio. Fino ad oggi sono stati vani gli appelli affinché si ragionasse su quello che si sta facendo nonostante i vari atti di protesta nella valle piemontese. La costruzione continua così come la distruzione dell’intero ecosistema. Nelle falde acquifere non c’è rimasta una goccia d’acqua, bloccate dagli ingenti scavi e sotterrate da una colata di cemento che ha reso inaccessibile i corsi d’acqua che circondano la zona. Inoltre questa massiccia sorveglianza dei cantieri da parte delle forze dell’ordine, rappresenta un’implicita ammissione da parte della Difesa circa l’esistenza di un effettivo rischio di ordine pubblico. Un problema non da poco visto che Oscar Margaira capogruppo di minoranza nel consiglio comunale di Villar Dosa aveva già dichiarato che uno dei vincoli alla concessione dei finanziamenti dell’Unione Europea alle opere transfrontaliere è
che queste fossero condivise dalle popolazioni coinvolte. Il rafforzamento dei cantieri piemontesi rientra  nell’ operazione Strade Sicure, che fa capo ai prefetti di province
comprendenti aree metropolitane e/o aree densamente popolate, designati dal Ministero dell’Interno. Al momento l’operazione iniziata nel 2008 prevede l’impegno di circa 4000 militari sul territorio nazionale soprattutto nelle grandi città metropolitane e nelle zone del casertano tra Casal di Principe e Castelvolturno a seguito della lotta al clan dei casalesi. La legge 07 agosto 2012, n.135 ha prorogato l’impiego delle forze armate nei servizi di controllo del territorio fino al 31 dicembre 2013.

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