Missioni all'italiana

28 Ottobre Ott 2013 1036 28 ottobre 2013

Dal monitoraggio allo spionaggio, un confine oltrepassato già da tempo

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Che siamo spiati ormai è certo tant'è che l'ex premier Monti dopo il decreto aveva accelerato il processo di cybersicurezza in modo da difendersi dai vari attacchi. Esistono però due livelli su cui occorre riflettere. Il primo è come siamo spiati dall’NSA e il secondo come noi italiani siamo spiati dai nostri servizi di sicurezza. Il punto è che la nostra cybersicurezza per quanto labile sia fondata su altro e non su una vera e propria difesa a tutela davvero della cosiddetta digital economy e della nostra sicurezza
nazionale. Un sistema ancora non rodato perfettamente che al di là del passaggio burocratico effettuato dal governo Monti non ha trovato più un solido sostegno nell’attuale
governo. Le premesse per creare in Italia una task force c'erano tutte ma ora a che punto siamo? Il tema della cybersicurezza sembrava essere sparito dall’agenda politica fino a quando lo scandalo della National Security Agency ha riportato alla luce una enorme falla. Secondo i dati del sito americano Cryptome, tra il dicembre 2012 e il gennaio 2013 sono state spiate in Italia 46 milioni di telefonate italiane. Dopo questo scandalo molti hacker sono a lavoro per trovare delle contromisure, per riuscire a vivere una vita offline senza essere spiati. Se è vero che le mail e le telefonate possono essere facilmente intercettate, cancellarle non servirebbe a nulla. Nei vestiti e nelle magliette ci sono tag Rfid così come le telecamere presenti nei tablet, nei computer o negli smartphone possono essere azionate anche da esterni. E’ inutile dirlo che per la nostra privacy dovremmo sparire da Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram perché oltre a rivelare agli altri molte informazioni possiamo essere facilmente rintracciabili attraverso le immagini che postiamo. E’ acclarata l’esistenza di algoritmi che permettono il riconoscimento facciale. Anche quando facciamo la spesa al supermercato riveliamo molti nostri dati. Le varie carte di fedeltà che utilizziamo nei diversi market per ottenere uno sconto rappresentano una fonte di accesso a dei dati molto importante. Ovviamente lo stesso discorso vale per le carte di credito. L’ideale sarebbe pagare sempre in contanti. In merito al posizionamento non solo Facebook, ma anche il navigatore dell’auto può indicare la posizione della nostra autovettura così  come dei tag Rfid contenuti nei pneumatici. Ormai è evidente che non si tratta solo di monitoraggio ma di vero e proprio spionaggio non solo su eventuali attacchi terroristici, ma il fatto che l’NSA spiasse i vari leaders politici o cercasse di carpire segreti legati allo sviluppo economico o tecnologico di un Paese la dice lunga. Gli esperti la chiamano cyberwar, una guerra cominciata diversi anni fa per la quale le superpotenze hanno preso da subito i dovuti accorgimenti. Cyberwar e Cybersicurezza due termini che dovrebbero entrare in modo prioritario nell’informazione quotidiana.

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