Missioni all'italiana

8 Novembre Nov 2013 0958 08 novembre 2013

Italia e Libia, una storia infinita

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Da scatolone di sabbia a pozzo di investimenti per diversi settori italiani. Questa è oggi la Libia. Forse anche Gaetano Salvemini fortemente contrario all’impresa nel 1911 potrebbe oggigiorno ricredersi. Nel periodo tra il 2005 e il 2009 l’Italia ha avuto un primato importante. E’ stato il paese dell'Unione Europea che ha venduto più armi al dittatore libico Gheddafi. I numeri e le tabelle sono rintracciabili nei siti ufficiali dell’Unione Europea. La vendita di armi al Colonnello, oltre alle notorie partecipazioni libiche in tante aziende italiane e investimenti italiani in Libia vedi Eni, Unicredit, Impregilo, Astaldi, Finmeccanica, Fiat, Juventus, ha suscitato non pochi problemi durante le operazioni belliche in Libia. L'UE aveva concesso licenze di esportazione di armi alla Libia per un valore di € 834.5 milioni nei primi 5 anni dopo l'eliminazione dell'embargo nell'ottobre 2004. L'Italia è stato il più grande esportatore di armi verso il paese libico con un totale di € 276.7 milioni in 5 anni. Principalmente pistole Beretta. Dopo la fine della guerra in Libia e la morte di Gheddafi, i rapporti tra Italia e Libia sono ripresi in chiave di difesa e sicurezza militare attraverso l’Operazione Cyrene. In particolare, il programma prevede l’addestramento di base di circa 500 militari libici che, dopo la fase iniziale, verranno inviati in Italia per completare l’attività formativa. L’addestramento e la selezione del personale libico sono condotti, in coordinamento con le autorità locali, da un team di quindici militari dell’Esercito Italiano. Il progetto nasce su specifica richiesta del governo di Tripoli nell’ambito del G8 Compact, in cui è stata prevista un’ampia offerta addestrativa e formativa a favore delle reclute locali. Interamente finanziato dal Governo di Tripoli, il programma si inserisce nella Cooperazione bilaterale tra Italia e Libia nel settore della Difesa - regolata dal Memorandum of Understanding firmato a Roma il 28 maggio 2012 -  e prevede l’addestramento sino ad un massimo di 2000 militari provenienti dalle tre regioni libiche: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Il personale addestratore italiano è integrato nella Missione Italiana in Libia (MIL), ufficialmente lanciata lo scorso 1 ottobre quale evoluzione dell’Operazione “Cyrene”, con l’obiettivo di organizzare, condurre e coordinare le attività addestrative, di assistenza e consulenza nel settore della Difesa a favore del governo libico.

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