Missioni all'italiana

26 Novembre Nov 2013 1223 26 novembre 2013

L'Italia e l'esportazione di armi, quando Berlusconi batteva ogni record

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L’Italia ripudia la guerra eppure dei 27 milioni di euro dei paesi europei finiti dal 2001 in esportazioni di armi a favore del regime di Assad, 17 sono solo italiani.Sui carri armati siriani utilizzati anche contro i civili è evidente l’utilizzo del visore termico e laser prodotto da Selex Italia.

La ditta Beretta soltanto nel 2012 ha esportato armi per uso militare dal valore di 17,3 milioni di euro. Tra le vendite ben 1119 fucili e 2333 pistole. Tutto ciò si evince dalla relazione governativa sulle esportazioni militari italiane. Israele è stato il miglior cliente dell’industria delle armi italiana nel 2012, con acquisti per 472.910.250 euro; seguito dagli Stati Uniti, che hanno speso 419.158.202 euro. Più distanziati gli altri Paesi: Algeria (262.857.947 euro), Arabia Saudita (244.925.280 euro), Turkmenistan (215.821.893 euro), Emirati Arabi Uniti (149.490.989 euro), Belgio (123.658.464 euro), India (108.789.957 euro), Ciad (87.937.870 euro). Seguono, in ordine sparso, la Turchia (43 milioni), il Pakistan (24 milioni), la Libia (20 milioni), l’Afghanistan (8 milioni).  Quello che però stupisce è la vasta esportazione armiera avvenuta durante il governo Berlusconi. Nel 2011 nei confronti della Russia di Putin, il governo del “Cavaliere” ha autorizzato un record di esportazioni militari italiane superiore a 99 milioni di euro tra cui 10 autocarrimodello M65E19WM per un valore totale di 2.750.000 euro. Inoltre il governo Berlusconi che già in passato aveva sostenuto il regime di Gheddafi esportando grossi quantitativi di armi durante la guerra libica, ha sostenuto un altro regime autoritario come quello del Gabon presieduto dalla dinastia Omar e Ali Bongo Ondimba per un valore di esportazioni superiore a 30 milioni di euro. Quasi 80 milioni di euro sono finiti in autorizzazioni rilasciate al Panama riguardano soprattutto sei elicotteri AW139. Infine nel caso dell’Egitto devastato da una guerra civile, il Ministero della Difesa, guidato allora da La Russa, ha rilasciato due “nulla osta” per “prestazioni di servizi”: il primo il 7 febbraio del 2011 del valore di 3 milioni di euro e il secondo il 5 agosto del valore di 2 milioni di euro.

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