Missioni all'italiana

12 Dicembre Dic 2013 1020 12 dicembre 2013

Verso la rinascita della forza aerea afghana

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Con il crollo del regime comunista filo-sovietico l'apparato aereo afghano ne risentì molto. Era il 1992 e man mano alcuni velivoli vennero abbandonati a causa della mancanza di pezzi di ricambio e manutenzione. Altri invece divennero preda da parte degli insorti e delle fazioni rivoluzionarie. Agli inizi degli anni '90 l'aeronautica afghana disponeva di 126 aerei. Oggigiorno grazie all'impegno del contingente italiano in Afghanistan sta rinascendo la forza aerea locale. Dopo oltre sette mesi di permanenza a Shindand, il colonnello pilota Luca Vitali, comandante dell’Italian Air Advisory Team, ha ceduto al colonnello Ivan Mignogna la responsabilità della guida dell’attività di advising a favore della nascente aviazione afgana. Nel suo discorso di commiato il colonnello Vitali ha voluto sottolineare che: “A Shindand, uomini e donne di diversa nazionalità, cultura e formazione lavorano insieme per un obiettivo chiaro e condiviso: costruire le basi di un futuro migliore e sicuro per l’Afghanistan”. La collaborazione con i partner americani e ungheresi al processo di costruzione di un'aeronautica militare afgana completamente indipendente e dotata delle capacità operative necessarie al soddisfacimento dei requisiti di sicurezza dell'Afghanistan è stata – a sentire il colonnello Vitali – “il vero valore aggiunto della missione”. L’Italian Air Advisory Team è una unità dell’Aeronautica Militare italiana che, dal 2 novembre 2010, opera nell’ambito della Nato Air Training Command – Afghanistan (NATC-A). In particolare, il team dell’Aeronautica Militare Italiana opera presso la base aerea afgana di Shindand, all’interno dell’ 838° Air Expeditionary Advisory Group (AEAG) delle forze aeree statunitensi che, unitamente agli omologhi gruppi dislocati a Kabul e Kandahar, costituisce la struttura operativa del Comando NATC-A.
Gli advisor dell’Aeronautica Militare, unitamente ai partner americani ed ungheresi presenti a Shindand, hanno il compito di sviluppare e consolidare la locale leadership afgana per gestire in autonomia lo Shindand Air Wing (SAW), ovvero l’unità dell’Afghan Air Force (AAF) designata quale polo addestrativo di spicco dell’intera aeronautica afgana. Nello specifico, il personale italiano, 35 tra ufficiali e sottufficiali “advisor” provenienti da diversi reparti dell’Aeronautica Militare, svolge attività di advising finalizzata allo sviluppo di autonome capacità gestionali e abilità tecnico-professionali in tutti i settori tipici di uno Stormo di volo o di un’unità addestrativa: operazioni aeree, logistica, gestione amministrativa e finanziaria, gestione delle infrastrutture, previsioni metereologiche, firefighting e force protection.





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