Missioni all'italiana

2 Gennaio Gen 2014 1135 02 gennaio 2014

Capodanno in Afghanistan

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Diversi soldati italiani hanno festeggiato l’ultimo dell’anno in Afghanistan riscaldati da un piatto di lasagne e da un buon vino. A febbraio si ritorna tutti in patria. Ma a sorridere sono soprattutto i Taliban. Niente fuochi d’artificio anche perché di botti ce ne sono stati già troppi. L’ultimo razzo a fine dicembre è esploso non lontano da una base italiana. I militari italiani hanno individuato il punto del lancio a circa 4 chilometri. Il razzo è esploso circa 350 metri ad Ovestdella base avanzata “Lamarmora”, nei pressi dell'ingresso principale dell'aeroporto di Shindand. Un plotone della forza di reazione rapida della Nato è subito intervenuto per effettuare una ricognizione ed individuare il possibile punto di lancio del razzo. Nella base operativa avanzata “Lamarmora” opera la Transition Support Unit Centre, l'unità di manovra su base 183/o reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia, responsabile del settorecentrale del Regional Command West, il comando multinazionale Nato attualmente guidato dalla Brigata Aosta. Di sicuro un evento isolato anche perché in questo periodo dell’anno non si registrano massicci attacchi dei talebani. Nonostante la fine ormai prossima della missione, il presidente Obama ha paura di rivedere l’Afghanistan di nuovo in mano ai talebani. Di sicuro il rischio paventato non è infondato anzi piuttosto una realtà evidente. Infatti nonostante le forze Isaf abbiano il controllo delle grandi città, i piccoli villaggi sono quasi tutti in mano ai Taliban. Molti analisti avevano ipotizzato tutto questo non per altro per via di corsi e ricorsi storici. Dopo la cacciata dei sovietici furono proprio i talebani ad appropriarsi del territorio instaurando un regime molto severo. Da sempre contrari ai “signori della guerra” i Taliban hanno atteso a lungo e ora puntano al potere. Il banco di prova saranno le prossime elezioni.

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