Missioni all'italiana

17 Gennaio Gen 2014 1017 17 gennaio 2014

Terra dei Fuochi, potrebbe arrivare l'Esercito

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Potrebbero essere impiegati anche i militari per contrastare il fenomeno delle ecomafie in Campania. Un fenomeno rilevante che richiede l’intervento di tutti soprattutto in fase di controllo per eventuali bonifiche o nuovi sversamenti nella zona. La voce dei cittadini pare che questa volta sia stata presa in considerazione.

L’apoteosi è stato lo sversamento nelle acque del litorale domiziano del percolato delle varie discariche del casertano. «La monnezza vale oro» secondo i Casalesi. Il pentito Carmine Schiavone cugino di “Sandokan” ha dichiarato che la cosiddetta “Terra dei Fuochi” è piena di rifiuti che il clan sotterra nelle vasche ittiche e nelle cave, dopo aver preso accordi con trasportatori provenienti da tutta Italia. Non bisogna meravigliarsi se si pensa che la commissione d’inchiesta sulla gestione del sitodi Pianura aveva appurato che in particolare tra il 1998 e il 1991 dalla sola Acna di Cengio della provincia di Savona vennero sversati nella medesima discarica 1 mld e 300 mln di m3 di fanghi; 300000 m3 di sali iodici; 250.000 tonnellate di fanghi velenosi a base di cianuro; 3,5 mln di m3 di peci nocive contenenti diossine, ammine, composti organici derivanti dall’ammoniaca e contenenti azoto.

Uno dei tanti esempi che hanno spinto il Governo a riflettere sul da farsii. I militari, su eventuale richiesta delle prefetture, potrebbero infatti intervenire tra le province di Napoli e Caserta, nell’area ormai nota come “Terra dei fuochi”. Ad annunciare il parere favorevole del Governo, è stato il Sottosegretario di Stato alla Difesa Gioacchino Alfano. Il provvedimento prevede l’impiego di militari in operazioni di “sicurezza e prevenzione delle attività dicriminalità organizzatae ambientale”.

Ancora una volta i militari sono pronti ad intervenire in risposta di problemi specifici ed a sostegno della comunità, come già accaduto ad esempio per l’emergenza rifiuti in Campania. Era il 29 novembre 2010 quando fu autorizzato il concorso di una Task Force di livello Reggimento, 160 militari e circa 100 mezzi dell’Esercito, portando il dispositivo utilizzato per l’operazione a 400 unità nel giro di poco tempo.

Di sicuro per contrastare le ecomafie bisognerebbe intervenire a vari livelli. Studiando il fenomeno ci si rende conto che il reato ambientale può avvenire ad ogni livello del ciclodei rifiuti: produzione, trasporto e non solo nello smaltimento. Il produttore può dichiarare il falso sulla quantità o sulla tipologia di rifiuti da smaltire, oppure incaricare dell'operazione imprese che lavorano sottocosto, essendo a conoscenza del fatto che utilizzeranno metodi illegali. A livello di trasporto, possono venire manomessi i documenti di classificazione della merce, in modo da dirottare il carico o farlo scomparire. Infine nelle operazioni di smaltimento, come visto, c’è la maggior possibilità che avvengano truffe: finte trasformazioni, bancarotte fraudolente degli impianti di trasformazione con il risultato di abbandonare sul posto i materiali, trattamenti inadeguati, abbandono di rifiuti in discariche abusive.

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