Missioni all'italiana

3 Febbraio Feb 2014 1202 03 febbraio 2014

Italia e Slovenia contrastano l’emergenza mediterranea

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Mare Nostrum è la risposta a un problema enorme che richiede un intervento a livello europeo”. Queste le parole del ministro della Difesa Mauro sull’emergenza in atto nelle acque del Mediterraneo. “L'Italia si assume le proprie responsabilità - ha spiegato il ministro - ma se vogliamo evitare nuovi morti in mare, l'Europa si deve porre il problema concretamente”. Una politica comune europea sulla problematica degli sbarchi continua a vacillare.

Un accordo prolifico è stato sicuramente quello tra Italia e Slovenia. Il pattugliatore Triglav 11 della Marina Militare Slovena è approdato nel porto di Augusta il 15 dicembre scorso per integrarsi nel dispositivo aeronavale “Mare Nostrum” attivato per incrementare il livello di sicurezza della vita umana e concorrere al controllo dei flussi migratori via mare.

La Repubblica di Slovenia, oltre ai 40 militari di equipaggio, ha inviato anche un team di collegamento presso la sede del Comando delle forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera di Augusta.

L’operazione Mare Nostrum a tre mesi dal suo inizio ha consentito di soccorrere 67 natanti, di assistere circa 8.000 tra migranti e naufraghi (6.000 dei quali recuperati a bordo), trasferiti nei centri di accoglienza di Pozzallo (RG), Porto Empedocle (AG) , Augusta (SR) e Catania.

L’ultima azione condotta dalle navi Felice e Aliseo ha permesso di conseguire ottimi risultati con il salvataggio di 175 migranti ed il sequestro di una nave “madre” con il fermo del suo equipaggio in attesa di ulteriori accertamenti. “Questo è il migliore risultato dell’Operazione Mare Nostrum: il contrasto ai mercanti di morte” – ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa – “un’attività che ha anche dirette connessioni con le organizzazioni terroristiche e con la sicurezza nostra, europea ed internazionale ”.

Resta il problema dell’Europa che dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e non lasciare solo all’Italia il compito alquanto improbo di risolvere l’intera emergenza mediterranea. Di sicuro l’accordo con la Slovenia non è che il primo passaggio di una politica allargata e che dovrebbe vedere l’Italia leader riappropriandosi di un ruolo chiave nella politica mediterranea.

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