Missioni all'italiana

5 Giugno Giu 2014 1155 05 giugno 2014

In Puglia tra Eurofighter e Droni

  • ...

Assicurare la difesa aerea dello spazio aereo assegnato. E’ questo il principale obiettivo del 36° Stormo “Helmut Seidl” che ha sede presso l’aeroporto militare di Gioia del Colle in Puglia. Lo Stormo è sicuramente tra i più atipici dei reparti dell’Aeronautica Militare. Fino al 30 giugno 2008 è stato l’unico ad avere due gruppi di volo con diversa specialità (caccia e cacciabombardiere). Nato il 1° febbraio 1938, sull’aeroporto appena costruito di Bologna-Borgo Panigale, si è distinto in operazioni chiave durante la seconda guerra mondiale ottenendo prestigiose onorificenze (1 medaglia d’oro e due d’argento al valor militare) fino ad arrivare alle più recenti missioni durante gli anni novanta: Iraq, ex-Yougoslavia, Albania e Kosovo. L’attacco terroristico alle Twin Tower dell’11 settembre 2001 ha creato un nuovo scenario di intervento per l’aeronautica. La minaccia dei cosiddetti “attacchi asimmetrici” ha obbligato le forze aeree a dotarsi di sistemi d’arma capaci di contrastare la minaccia di velivoli come ultraleggeri, elicotteri o piccoli aerei da turismo. E’ nato quindi il concetto di Slow Mover Interceptor (S.M.I.).

L’Aeronautica Militare, assegnando la missione al 36°Stormo, è stata la prima forza aerea che si è dotata di un aeroplano particolarmente indicato per questo ruolo. Oggi nella stessa base avviene l’addestramento di un pilota della linea Eurofighter che dura all’incirca 1 anno e due mesi. Per preparare al meglio i piloti e addestrarli ottimizzando sui costi è stato installato presso la base militare il Full Mission Simulator dell’ Eurofighter, sviluppato dall'Alenia Aeronautica e dalla Selex Galileo (entrambe società di Finmeccanica). Il simulatore di volo si compone di una complessa struttura di computer che gestisce le varie fasi del volo condotte dal pilota all’interno della cabina di pilotaggio, riprodotta fedelmente con tutta la strumentazione e il software del velivolo reale. Il pilota in addestramento può, grazie alla elevata rispondenza alla realtà e al continuo monitoraggio di un pilota istruttore, confrontarsi e prendere confidenza con molteplici situazioni in volo, altrimenti non riproducibili nella realtà. Gli scenari di addestramento più frequenti prevedono atterraggi e decolli con condizioni meteorologiche particolarmente avverse, malfunzionamenti dei motori o delle strumentazioni, ed in generale di tutti i sistemi di bordo. Per i piloti più esperti, invece, il simulatore è in grado di riprodurre scenari di addestramento più complessi con la presenza di più aerei in volo.

Spostandoci in provincia di Foggia troviamo la base di Amendola dove sono posizionati i nostri droni. Siamo davanti ad aerei veri e propri, pilotati in tempo reale da piloti dell'Aeronautica che si siedono ad una postazione della Ground Control Station e che gestiscono la missione in remoto con tanto di cloche e manetta del motore. L'unica differenza è che il Predator (o Apr: aeromobile a pilotaggio remoto) ha la capacità di restare in volo per oltre 20 ore consecutive e può coprire aree vastissime grazie ai consumi di carburante molto contenuti. Volando a quote che raggiungono gli 8mila metri, i sensori ottici, infrarossi e radar del Predator B, (versione più recente) possono rilevare qualsiasi imbarcazione nel raggio di centinaia di chilometri. A tal proposito i nostri droni vengono utilizzati quasi quotidianamente per contrastare l’emergenza sbarchi a Lampedusa.

Correlati