Missioni all'italiana

6 Agosto Ago 2014 1505 06 agosto 2014

Dalla Spagna dura reazione verso Israele

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La Spagna ha bloccato per tutto il mese di agosto le autorizzazioni per la vendita di armi a Israele. Una decisione unanime frutto di una riunione del Comitato congiunto che disciplina il commercio estero in materia di Difesa. Lo scorso anno la Spagna ha venduto a Israele materiale bellico (missili, granate, razzi, bombe, mitra, pistole etc) per un valore di 4,1 milioni di euro, con un incremento dell’87% rispetto alle forniture dell’anno precedente, stabilendo anche la maggiore esportazione degli ultimi cinque anni. Nulla a che vedere con il nostro Paese che soltanto nel 2012 ha venduto armi ad Israele per un valore superiore a 470 milioni di euro. Primi davanti anche agli Usa e soprattutto a Francia, Germania e Regno Unito messi insieme.

Giorgio Beretta, analista dell’Opal – ha dichiarato che l’Italia è il maggiore esportatore dell’Unione europea di sistemi militari e di armi leggere verso Israele: oltre 470 milioni di euro di autorizzazioni per l’esportazione di sistemi militari rilasciate nel 2012 (dati del Rapporto UE) ed oltre 21 milioni di dollari di armi leggere vendute dal 2008 al 2012 (dati Comtrade). In percentuale, oltre il 41% degli armamenti regolarmente esportati dall’Europa verso Israele sono italiani.

Intanto nel Regno Unito, Sayeeda Warsi, sottosegretario del governo di David Cameron ha annunciato le sue dimissioni per protesta nei confronti dell’atteggiamento dell’esecutivo in occasione del conflitto a Gaza. Baronessa, membro della Camera dei Lord dal 2007, ex presidente del Partito conservatore, Sayeeda Warsi è stata la prima donna di religione musulmana membro di governo in Gran Bretagna. “Con grande rammarico questa mattina ho scritto al primo ministro e presentato le mie dimissioni. Non posso più sopportare la politica del governo su Gaza”, ha annunciato su Twitter.