Missioni all'italiana

20 Settembre Set 2014 1501 20 settembre 2014

Il Mediterraneo e il Regno del cammello

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Le varie ondate di sbarchi e la politica europea alquanto discutibile sul futuro del cosiddetto “mare nostrum” mi porta a delle riflessioni. Per comprendere al meglio alcuni fenomeni non possiamo prescindere dalle vicende storiche che hanno segnato questo mare d’acqua strategico. Il Mediterraneo soprattutto durante l’Impero Romano era un mare di comunicazione non di divisione come lo è ancora oggi. Era uno spazio fondamentale per gli scambi commerciali Occidente-Oriente. Con la caduta dell’Impero Romano e la nascita poi dei vari regni e sottoregni la situazione precipitò. E allora un animale in particolare, il cammello, divenne un fondamentale mezzo di trasporto per spostarsi soprattutto da Ovest a Est e viceversa visto che il tracciato Sud-Nord era rischioso per via dell’anarchia mediterranea e per la presenza dei pirati legati al mondo del Califfato. Così intorno al cammello si costituirono delle tribù la cui influenza è ancora ben visibile oggi basti pensare a quello che sta succedendo in Libia. Proprio nel territorio libico in alcune regioni stazionavano anche 4.000 cammelli al giorno. Spostandoci verso il Medio Oriente, l’introduzione del cammello in Israele fu decisiva per lo sviluppo dell’economia e della stessa società in quanto permise gli scambi a lunga distanza per la prima volta, fino in India, e il commercio di profumi con il mondo arabo. È improbabile che i muli e gli asini potessero attraversare la distanza tra un’oasi e l’altra nel deserto. I cammelli sono animali con una grande resistenza, marciano per decine di chilometri e grazie alle riserve di grasso nelle loro gobbe resistono ai periodi di scarsità di cibo. I cammelli furono sempre più utilizzati per gli scambi commerciali e il numero di tribù intorno a questo animale crebbe sempre di più. Quelle stesse tribù che oggi nel Nord Africa si contendono quel vuoto di potere lasciato dai regimi autoritari. Dittatori e colonnelli deposti dall’avvento della primavera araba le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.