Missioni all'italiana

18 Ottobre Ott 2014 1042 18 ottobre 2014

Nubich e la minaccia biochimica

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A livello mondiale si stanno stanziando fondi per fare scorte di antibiotici e vaccini ed aggiornando le procedure di emergenza negli ospedali e nelle cliniche delle varie nazioni. In Italia sono diversi i nodi critici da affrontare e che vanno dalla detenzione, ai meccanismi di decontaminazione fino all’isolamento delle vittime per minimizzare la probabilità di diffusione del contagio. I tempi di incubazione sono critici e nel caso di agenti biologici vanno da un giorno a sei settimane prima della comparsa dei primi sintomi. Supponiamo un caso di attacco biologico in un luogo (metrò, musei, grandi magazzini). Ciò significa che le persone contaminate potrebbero vivere o viaggiare normalmente, inconsapevoli di essere portatori di agenti biologici. Basta riflettere su quante persone vengono a contatto tra loro durante una giornata normale. L’effetto cascata sarebbe tale che dopo una sola settimana potrebbe risultare estremamente complesso risalire all’evento zero. Inoltre, più il manifestarsi dei sintomi è prolungato nel tempo e più diventa complesso risalire al primo contagio. Ecco perché bisogna informarsi rapidamente e ciò potrebbe portare alla diffusione dell’informazione tra la popolazione. A quel punto il panico sarebbe elevatissimo ed il lavoro da parte degli operatori sanitari e delle forze dell’ordine molto complicato. Nubich è la città virtuale, a due passi da Rieti, dove l'Italia impara a difendersi dalle armi di distruzione di massa: qui - o meglio, nella Scuola interforze Nbc di cui Nubich è l'area addestrativa. Allestita all'interno dell'ex aeroporto Ciuffelli, in un'area di circa 20 ettari, a Nubich (un acronimo che sta per nucleare, biologico, chimico) vengono simulate, nel modo più realistico possibile, tutte le emergenze che si potrebbero presentare, dai gas nel metrò all'inquinamento della rete idrica. C'è così una stazione ferroviaria ed una della metropolitana, un tunnel sotterraneo, un aereo. Un piccolo villaggio con tanto di scuola, strade tortuose e piazzetta con fontana; un acquitrino e perfino un lago artificiale. Insomma, una città ad uso e consumo dei militari di tutte le forze armate, ma anche dei corpi armati dello Stato e del personale civile a vario titolo. Qui sono addestrati anche i militari del Settimo reggimento Nbc "Cremona" (con sede a Civitavecchia), la task force italiana in prima linea negli scenari della guerra chimico-biologica. In merito a possibili attacchi biologici è utile riportare una lista di agenti biologici: Bacillus anthracis. Causa il carbonchio. Se i batteri sono inalati, i sintomi possono manifestarsi in due o tre giorni. I sintomi iniziali assomigliano a quelli di una comune affezione respiratoria e sono seguiti da febbre alta, vomito, dolore alle giunture, difficoltà di respirazione e lesioni sanguinanti interne ed esterne. L’esposizione a questo batterio può essere fatale. Vaccini e antibiotici danno una certa protezione, a meno che l’esposizione non sia molto alta. Tossina botulinica. È la causa del botulismo e viene prodotta dal batterio Clostridium botulinum. I sintomi si manifestano da 12 a 72 ore dopo l’ingestione o l’inalazione. In un primo momento si hanno nausea e diarrea, seguite da debolezza, vertigini e paralisi respiratoria, che spesso conduce a morte la vittima. L’antitossina specifica può in qualche caso arrestare il decorso dell’infezione. Yersinia pestis. È la causa della peste bubbonica, la temutissima «morte nera» del Medioevo. Se il batterio raggiunge i polmoni, i sintomi – tra cui febbre e delirio – possono manifestarsi nel giro di tre o quattro giorni. I casi non curati hanno quasi sempre esito mortale. Esistono vaccini che possono conferire immunità, e gli antibiotici sono di solito efficaci se somministrati prontamente e in modo adeguato. Infine il virus Ebola. Altamente contagioso e letale. Potrebbe essere scarsamente adatto come agente biologico a causa della sua instabilità al di fuori dell’ospite animale. I sintomi, che si manifestano due o tre giorni dopo l’esposizione, comprendono febbre alta, delirio, forte dolore alle giunture, sanguinamento dagli orifizi e convulsioni, seguite dal decesso.