Missioni all'italiana

8 Dicembre Dic 2014 1453 08 dicembre 2014

L'Isis ha un nemico in più

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Potrebbero non chiudere più occhio i ribelli dell’Isis da quando Sua Maestà ha deciso di far intervenire i commando del SAS (Special Air Service). Sembrano imbattibili eppure nel marzo 2011, un team congiunto SAS MI6 è stato catturato e detenuto dai ribelli libici, durante la guerra civile libica. Dopo essere stati spogliati dello loro armi sono stati rilasciati nel tempo. Oggi tra l’Iraq e la Siria si muovono a bordo dei quad dotati di mitragliatrici. In poche settimane i militari del SAS (Special Air Service) hanno riversato abbondanti dosi di piombo sui terroristi che le forniture dei proiettili per le mitragliatrici e per i cecchini sono state triplicate. Prese di mira le principali rotte di approvvigionamento dell’Isis in tutto l'Iraq occidentale. Eliminati il 90% dei bersagli, la media è di otto terroristi eliminati al giorno. I prodromi si ebbero con il dirottamento di tre aerei di linea europei presso Dawson’s Field (Giordania) nel settembre 1970, per culminare con il massacro della squadra olimpica israeliana il 5 settembre 1972 in Germania Ovest, ad opera di terroristi aderenti all’ organizzazione “Settembre Nero”. I tragici eventi del settembre 1972, portarono alla nascita di molte delle attuali formazioni per il controterrorismo. Il Governo britannico affidò il compito di formare un’ unità espressamente dedicata allo Special Air Service, il quale formò la Counter Revolutionary Warfare Wing (C.R.W.). Lo scopo della sezione era esclusivamente quello di fornire addestramento e consulenza. Il C.R.W. finì per acquisire sempre maggiore esperienza, ideando le celeberrime granate stordenti flashbang, impiegate per la prima volta a Mogadiscio dai tedeschi del G.S.G.9 nel corso dell’ operazione “MAGIC FIRE”. In tempi più recenti i commando dello Special Air Service sono stati impiegati nelle aree montagnose dell’ Afghanistan e nei deserti dell’ Iraq, nell’ ambito rispettivamente delle operazioni “ENDURING FREEDOM” ed “IRAQI FREEDOM”. La caccia continua ma il terrorismo di matrice islamica potrebbe continuare a rigenerarsi forte delle varie situazioni di instabilità presenti in Medio Oriente come in Nord Africa. La storia dei SAS è solo un aspetto, quello strettamente militare, legato alla lotta al terrorismo. La vera guerra riguarda però le parole. L’Occidente oltre a non sapersi più difendere non sa come comunicare.