Missioni all'italiana

16 Febbraio Feb 2015 1814 16 febbraio 2015

L'Isis vuole colpirci con gli Scud

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"Con un missile Scud colpiremo l’Italia". Questa l’ultima minaccia da parte del Califfato che comunque non dovrebbe creare reali allarmismi. Gheddafi in passato acquistò in totale circa 400 missili balistici a corto raggio ma ad oggi non sappiamo quanti ne siano funzionanti. Lo Scud-B è in servizio soltanto in alcuni paesi medio-orientali. Il raggio d’azione della versione B è di 280/300 km mentre la testata convenzionale è di 800 Kg. I terroristi dell’Isis dovrebbero rinvenire in Libia degli Scud rimasti nei depositi per poi armarli e lanciarli. Cosa non semplice. Ma al di là di questo è anche vero che l’Europa ad oggi non ha uno scudo antimissilistico credibile. In Italia negli passati si è parlato spesso del Patriot, un missile antiaereo abbastanza efficace, ma con una capacità antimissile limitata, soggetta a condizioni preliminari che non sono applicabili nel caso concreto della difesa antimissile dell’Italia. Doveva essere adottato anche dall'Italia in ben 1280 esemplari, ma non si reperirono le ingenti risorse necessarie all'acquisto. I missili Patriot così come il Patriot modificato, il Pac 3, oppure l’arma derivata dal Patriot, l’Erint, sono fondati sullo stesso principio: l’esplosione di una carica in prossimità del bersaglio. Ma quando arriva una carica con velocità maggiore, diciamo, di due kilometri al secondo, è difficilissimo neutralizzarla con uno scoppio. Occorre ricorrere a un sistema antimissile a impatto diretto. Per questo da qualche anno c’è un programma relativo alla realizzazione di uno scudo europeo diviso in quattro fasi. Terminata la prima si aspettano i risultati quest’anno proprio della seconda fase che dovrebbe terminare entro il 2015, quando in Romania dovrebbe essere operativo il primo radar Aegis terreste Spy-1, dotato di 24 Sm-3. Il numero delle navi nel Mediterraneo salirà a 32, quello dei missili Sm-3 Block IA a 139 e quello degli IB a 100. Nel 2018 in Polonia si dovrebbe completare la terza fase con l’installazione del secondo radar Spy-1. Si svilupperanno anche nuovi missili Sm-3, i Block IIA che dovrebbero essere usati contro testate a gittata intermedia, in quanto più potenti e più veloci. L’ultima fase da completare entro il 2020, prevede lo sviluppo di missili Sm-3 Block IIB in grado di colpire missili balistici a gittata intercontinentale.