Missioni all'italiana

2 Marzo Mar 2015 1426 02 marzo 2015

L'Intelligence nella lotta al Terrorismo

  • ...

Sia la Cia che l’ex Kgb sono stati forgiati dalla guerra fredda. Hanno davanti modelli di terrorismo e modi d’agire che l’eversione fondamentalista fa apparire ormai datati. Questi 007 sono figli di una guerra fra Stati sovrani ormai superata. Per questo, l’atteggiamento di Obama rischia di portare l’America verso un’illusione di autosufficienza e di onnipotenza non rispondente alla realtà. Paradossalmente, la rivendicazione del primato tecnologico e militare americano, in polemica con la timida e pigra strategia europea, è bilanciata e a tratti smentita dall’inadeguatezza dell’intelligence americana in termini di sofisticazione culturale, di esperienza, di approccio. Basti pensare che contro Isis sono stati schierati reparti speciali militari ma i risultati restano ancora insoddisfacenti. La grandezza militare spesso non è controbilanciata alla sofisticazione culturale di cui si avrebbe bisogno. Dovrebbero contare di più gli analisti in grado di decifrare le correnti più profonde e ignote della società musulmana. Dovrebbero perché spesso i loro rapporti vengono ignorati dai vertici politici. Occorrerebbe una politica delle alleanze meno improvvisata e meno costruita sulla scia emotiva ma più ragionata. In passato Chris Aaron, direttore di Jane’s Intelligence Review, raccontò sulla sua rivista le conclusioni di una conferenza del giugno del 2002 presso il Centro per lo studio del terrorismo e della violenza politica all’Università di Saint Andrews, in Scozia sostenendo che : “la nuova guerra preventiva vedrà forze speciali dislocate all’estero per periodi lunghi, e impiegate rapidamente e segretamente in ambienti ostili per disarticolare e distruggere le organizzazioni terroristiche prima che colpiscano”. Queste parole lasciavano intuire l’intenzione di colpire l’eversione dovunque; senza bisogno di chiedere autorizzazioni ai paesi nei quali le centrali eversive erano annidate; e senza che la preparazione degli attentati venisse dimostrata secondo gli standard del diritto internazionale. Una guerra preventiva basata sul colpire bersagli senza motivazioni concrete e che si è rivelata fallimentare in Iraq così come in Afghanistan.