Missioni all'italiana

5 Maggio Mag 2015 1508 05 maggio 2015

Finché lo sbarco va

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Lampedusa: un fermo immagine del video relativo allo sbarco dei migranti soccorsi dalle motovedette (10 febbraio 2015).

La strage nel Mediterraneo non si arresta. Nonostante l’operazione Triton sia stata rifinanziata con più ampie cifre le sciagura in mare non cessano. Triton prevede il controllo delle acque internazionali solamente fino a 30 miglia dalle coste italiane. Il suo scopo principale è il controllo della frontiera e non il soccorso. Il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, ha dichiarato che “Triton non è all’altezza”. Laura Boldrini, presidente della Camera ed ex portavoce dell’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati, ha detto che “di fronte a questa strage non si può non prendere atto che l’operazione Triton è inadeguata”. Infine il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha detto che “Triton” non è sufficiente. Quindi il flop di Triton è riconosciuto da diversi organi. C’è poi la guerra agli scafisti dichiarata da Renzi e Alfano ma anche qui le cose non vanno meglio. Lo scafista rappresenta il terminale di una rete complessa, di un vero e proprio network che si alimenta molto facilmente ristrutturandosi e lucrando sugli spostamenti umani. Chi organizza i barconi e li mette in mare intasca senza rischiare. A volte i trafficanti accompagnano i migranti fino ad un certo punto del Mediterraneo, poi dalle navi madre i migranti vengono trasbordati in barche più piccole o gommoni e mandati incontro alla morte. A bordo ci sono principalmente somali ed eritrei. Eppure un biglietto aereo dall’Etiopia all’Europa costa 300/400 e lo si trova. Viaggio Confortevole e sicuro. Costa molto meno rispetto alle 900 euro che servono per un viaggio su un barcone della morte. Ma tutto ciò neanche si può fare perché senza visto non ti imbarcano; il visto turistico hanno smesso di dartelo per paura che tu non voglia tornare. Proviamo allora ad evitare che il barcone salpi ma anche qui le cose vanno male visto che un agente di polizia incaricato di pattugliare ad esempio la costa tunisina guadagna in media sulle 250 euro al mese che arrotonda con la mazzetta dello scafista, il peggior “tour operator” di sempre ma anche colui che non muore mai. Per i rifugiati non c’è altra strada che quella di affidarsi ad una organizzazione criminale. E le ambasciate? Sono molto restrittive e non lasciano speranza anche per chi cerca di organizzarsi in modo non clandestino. L’esempio fu quando a Lampedusa sbarcarono su un barcone due medici iracheni vestiti in giacca e cravatta. Impossibile non riconoscerli tra la folla di profughi. Le avevano provate tutte ma nessuna ambasciata gli era venuta incontro.