Missioni all'italiana

30 Giugno Giu 2015 1259 30 giugno 2015

F35 ennesimo flop

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Un pilota collaudatore ha dichiarato l’inutilità dell’F35. Il nuovo jet Stealth non può salire abbastanza velocemente per colpire un aereo nemico durante un dogfight o per schivare gli spari del nemico. La notizia sta facendo il giro del mondo ed è stata pubblicata dal sito americano “War is Boring” e ripresa in un articolo di Franco Iacch su Difesa Online. Le cinque pagine del report di quel test sarebbero entrate in possesso del sito “War is Boring” che ha immediatamente ridefinito l’F-35 come “carne morta”. Il report non sarebbe classificato, ma ritenuto “for official use only.” Il fatidica test si è svolto il 14 Gennaio 2015, a quanto pare anell’area SeaTest Range, sul Pacifico vicino all’ Edwards Air Force Base in California. Un F-35A con la denominazione “AF-02”, uno dei primi JSF consegnati all’Air Force, sarebbe decollato in coppia con un F-16D Block 40. I due piloti non avrebbero dovuto fare altro che affrontarsi in un combattimento ravvicinato ad alti angoli di attacco, in manovre difensive ed offensive che vanno dai 10.000 ai 30.000 piedi. Il pilota dell’F35 si è trovato con un mezzo quasi sempre in svantaggio indicando le maggiori criticità: “Insufficient pitch rate”, “Energy deficit to the bandit would increase over time”, “The flying qualities in the blended region (20–26 degrees AoA) were not intuitive or favorable”. Vorrebbe dire che l’F-35 non avrebbe mai avuto l’energia e la potenza necessaria, quindi la velocità, di inquadrare il nemico, seguirlo o schivare i suoi attacchi in manovre elusive. Il pilota avrebbe poi scritto: “Dio ti aiuti se il nemico ti dovesse sorprendere, perché non hai possibilità di scampo”. Sempre secondo il report del pilota collaudatore, il casco da 400 mila dollari è troppo ingombrante per l’angusto cockpit dell’F-35. In uno scontro ravvicinato, il pilota dell’F-35 non riuscirebbe a ruotare la testa. La relazione del pilota collaudatore è l'ultima testimonianza dei problemi legati al design dell’F-35 - che, per un costo totale del programma di oltre un trilione di dollari, è l'arma più costosa della storia. Il programma F35 prevede l’acquisto da parte dell’Italia di 90 di questi caccia di quinta generazione e il governo, nonostante l’opposizione della sinistra e del mondo pacifista, intende mantenere l’impegno. L’esigenza primaria italiana è quella di sostituire con gli F35 gli AV-8B Harrier della Marina e gli AMX e i Tornado dell’Aeronautica che dal 1991 hanno operato in tutte le missioni internazionali: si calcola che i 90 F35 alla fine rimpiazzeranno circa 250 vecchi velivoli.