Missioni all'italiana

1 Febbraio Feb 2016 1803 01 febbraio 2016

Gli Usa chiedono raid italiani in Iraq

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L’Italia pronta ad un raid in Iraq? A quanto pare gli Stati Uniti hanno chiesto all'Italia di compiere raid anti-ISIS in Iraq per due volte in due mesi. Lo si evince da un documento ottenuto da WikiLao, una lettera inviata dal segretario alla Difesa USA Ashton Carter al ministro Roberta Pinotti e datata primo dicembre 2015. “Facendo riferimento alle nostre conversazioni durante la mia visita a Roma di inizio ottobre, spero che in futuro l'Italia considererà di contribuire con una strike capability alla lotta contro l'Isis”, si legge in un passaggio della missiva, nella quale il capo del Pentagono chiede a Roma anche più uomini delle forze speciali sul terreno. Carter stesso, plaudendo fra l'altro al programma di addestramento della polizia locale, spiega che gli Stati Uniti apprezzano profondamente l'impegno profuso dall'Italia, sottolineando che con i suoi 750 militari dispiegati nella sola area di operazioni irachena è uno dei Paesi maggiormente coinvolti negli sforzi anti-ISIS. Tuttavia, scrive l'esponente dell'amministrazione Obama, “c'è ancora molto lavoro da fare”. Ancora una volta vedremo se l’Italia pur di ottenere la benevolenza americana risponderà con un attacco in Iraq che da un punto di vista geopolitico cambierà di poco le carte in tavola. Queste guerre aree anti-Isis non riusciranno ad ottenere effetti sperati né a livello militare né su quello diplomatico. Discutibile anche l’intervento dei Tornado italiani basati in Kuwait che da tempo svolgono in Iraq solo missioni di ricognizione e designazione obiettivi – al costo di 28mila euro all’ora per ogni aereo. L'Isis è nato dalla grande instabilità mediorientale e dalle guerre generate dagli occidentali. L’intervento militare così condotto rischia solo di rafforzare l’Isis e di far morire o ridurre in schiavitù tanti altri innocenti. L’offensiva diplomatica americana per rafforzare la campagna anti-Isis riparte proprio da Roma che ospiterà la riunione ministeriale in formato “small group” della coalizione internazionale, composto da 23 Paesi oltre l’Unione Europea, co-presieduta dal segretario di Stato John Kerry e dal ministro Paolo Gentiloni. Tra Washington e Roma il confronto proseguirà al più alto livello con l’incontro alla Casa Bianca tra i presidenti Barack Obama e Sergio Mattarella, l’8 febbraio.