Missioni all'italiana

5 Marzo Mar 2016 1359 05 marzo 2016

Usa e Italia nella guerra all'Isis

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La base di Sigonella.

La base di Sigonella ormai è un profluvio di marines. Il comandante della base, Cristopher Dennis, sa di poter contare su una flotta aerea a disposizione non indifferente. Si tratta soprattutto di droni (aerei a pilotaggio remoto). Da un lato i ricognitori strategici Global Hawk con un’apertura alare di 35 metri e con un costo di base di 220 milioni di dollari mentre dall’altra parte i temibili Reaper carichi di bombe. I media non lo dicono ma guarda caso dopo il recente accordo tra Washington e Roma per l’impiego di droni armati americani dalla base di Sigonella in operazioni offensive nel territorio libico, i miliziani dell'Isis uccidono due onesti tecnici italiani. Il raid su Sabrata compiuto dagli arei Usa per punire gli attentatori del museo Bardo di Tunisi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in una Libia sempre più spaccata e instabile. Almeno 41 i morti, tra questi Noureddine Chouchane, tunisino ritenuto legato ai due grandi attacchi dell’anno scorso in Tunisia. Era lui, scrive il New York Times, l’obiettivo del raid degli Stati Uniti su una casa colonica a diversi chilometri da Sabrata, nell’ovest della Libia, che ha colpito un accampamento dello Stato islamico. Sei i feriti, secondo una nota del consiglio municipale della città, e tra le vittime ci sono anche donne e bambini. La città, che è patrimonio dell’Unesco, è il punto più occidentale raggiunto finora dai jihadisti, che si erano stabiliti sul territorio già nel 2015 senza trovare particolari avversità. Si delinea così un quadro preoccupante con da un lato gli Usa che vogliono intensificare la lotta all’Isis in Libia, che vuole impossessarsi un punto strategico nel Mediterraneo e preparare attacchi in Europa sotto la regia di Al Baghdadi e dall’altro l’Italia che teme ritorsioni sul suolo italiano. “L’Italia potrà fornire fino a circa cinquemila militari. Occorre rendere Tripoli un posto sicuro e far in modo che l’Isis non sia più libero di colpire” [...] “Uno dei sostegni degli Usa sarà l’intelligence, non abbiamo discusso di nostre truppe”. Queste le dichiarazioni riportate al Corriere della Sera dall'ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, John R. Phillips. Oltre ai 5000 uomini Phillips chiede le basi in Sicilia e il sistema satellitare Muos. Washington presenta il conto per il sostegno all'Italia nella guida della coalizione anti-Isis in Libia con l’obiettivo di trascinarci dentro una nuova guerra nel modo più subdolo.