Missioni all'italiana

26 Marzo Mar 2016 1111 26 marzo 2016

F16 belgi pronti a bombardare

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Mentre in Italia si assiste a continui borborigmi di improvvidi politici esperti di terrorismo il premier belga Charles Michel ha confermato la ripresa a breve della missione degli F-16 belgi contro l’Isis. Questo a dimostrazione che fuori dall’Italia le cose non vanno meglio soprattutto da un punto di vista strategico militare. L’obiettivo degli F16 sarà sempre l’Isis che Stato non è. I prossimi bombardamenti dovrebbero colpire un po’ ovunque con una maggiore attenzione alla Siria. Il Belgio dunque risponde a stretto giro agli attentati di Bruxelles ma in modo alquanto discutibile. Gli evidenti passi falsi dell'intelligence hanno fatto tremare il governo belga, mentre l'Ue si impegna ad accelerare l'attuazione delle decisioni prese dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi. La risposta belga ricalca semplicemente quella francese quando dopo gli attentati di Parigi dei caccia si alzarono in volo per andare a bombardare le postazioni in Siria. Alquanto curioso il fatto che il ministero della Difesa francese nel mese di gennaio abbia assegnato proprio alla Rwm Italia una commessa per la produzione di bombe Mk82. La Rwm Italia Spa con sede in Sardegna infatti si è aggiudicata un ordine del valore di 225 milioni di euro per la produzione e lo sviluppo di ordigni. A diffondere la notizia è la Rheinmetall, colosso tedesco degli armamenti che controlla la Rwm, società salita alla ribalta delle cronache per l’esportazione di bombe dall’Italia all’Arabia Saudita. Tra i paesi importatori di bombe prodotte in Sardegna, ci sono poi la Gran Bretagna, verso cui sono stati inviati armamenti per un valore di oltre nove milioni di euro, e gli Emirati Arabi Uniti, che ha importato armi per 6,6 milioni di euro dalla Sardegna. In tutto questo farraginoso scenario c’è sempre una certezza. La fabbrica degli armamenti non si arresta mentre la politica ha già scelto come contrastare le crisi internazionali così come il terrorismo. Resta ancora un punto da chiarire. In una intervista nel 2014 alla televisione Al Maydeen, Sheikh Nabeel Naiem ex comandante di Al Qaeda spiegò come l’Isis avesse ricevuto fondi e risorse da parte del governo degli Stati Uniti con l'obiettivo di creare sempre più una spaccatura tra sciiti e sunniti per generare maggiore instabilità nel Medio Oriente. Non fu una notizia di poco conto ma in Italia non se parlò.