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20 Settembre Set 2016 1510 20 settembre 2016

Obama e i 38 miliardi di aiuti ad Israele

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Gli Stati Uniti hanno concordato la fornitura di 38 miliardi di dollari in aiuti militari ad Israele per i prossimi dieci anni. E’ l’ultimo colpo di coda del Nobel per la Pace Obama prima di lasciare la Casa Bianca. Il piano per un incremento degli aiuti militari ad Israele ha ottenuto un largo consenso nel Congresso. Ad aprile, 83 senatori – 51 repubblicani e 32 democratici – avevano inviato una lettera alla Casa Bianca nella quale sollecitavano un aumento degli aiuti finanziari. La campagna era stata guidata dal repubblicano della Carolina del Sud Lindsey Graham e dal democratico del Delaware Chris Coons. Il nuovo pacchetto di aiuti prevede la fornitura di 3,8 miliardi di dollari ogni anno da parte di Washington, con un incremento di 700 milioni rispetto agli attuali 3,1 miliardi, come hanno riferito alcune fonti alla Reuters. È il più costoso programma di assistenza militare mai finanziato dagli Stati Uniti. Secondo l’analisi di Franco Iacch per Difesaonline, gli Stati Uniti hanno sviluppato o finanziato congiuntamente tutti e tre i livelli di difesa missilistica di Israele: Iron Dome (corto raggio), David's Sling (medio raggio) ed Arrow (lungo raggio) per una spesa complessiva di oltre 600 milioni di dollari. Nell’ultima shopping list presentata lo scorso novembre, Israele aveva chiesto anche una nuova squadriglia di F-15 e tra i dodici ed i venti V-22 Osprey. Per gli F-15I equipaggiati con radar AESA, il costo complessivo dell’operazione è stimato in dieci miliardi di dollari. Il V-22, già richiesto nel 2012, sarebbe utilizzato per l’infiltrazione e l’esfiltrazione dei reparti speciali in territorio iraniano. L’accordo militare tra Usa e Israele è il risultato di un negoziato lungo dieci mesi avvenuto in un contesto complesso e alquanto delicato tra il governo degli Stati Uniti e quello Israeliano. Le relazioni tra il presidente Usa Barack Obama e quello israeliano Benjamin Netanyahu erano in crisi da molto tempo. L’intesa militare precedente era stata firmata dall’ex presidente George W. Bush e prevedeva un pacchetto di aiuti militari e assistenza pari a 30.000 milioni di dollari. Quello che però oggi conta maggiormente è una delle condizioni previste dal patto e cioè che Israele utilizzi tutto il finanziamento per acquistare materiale e strumentazione militare di fabbricazione americana. Un modo per finanziare l’industria bellica statunitense e far perdere qualche colpo a quella europea compresa l’Italia che deteneva fino a qualche anno fa il primato come partner nella concessione di armamenti ad Israele.

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