Missioni all'italiana

26 Novembre Nov 2016 1012 26 novembre 2016

La morte di Fidel Castro e la fine del perfetto castrista

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Se ne è andato un altro personaggio chiave della storia del Novecento. Fidel Castro è morto a 90 anni. A darne l’annuncio il fratello Raul. Correva l’anno 1952 quando Fidel Castro, cosa che i manuali non riferiscono, in occasione delle elezioni cubane si apprestava a presentarsi deputato con buone probabilità di successo. I comunisti vengono presentati come i più aperti a un’alleanza con il suo partito: “Il Partito socialista popolare ha fatto grandi sforzi per convincere il Partito ortodoxo della necessità di un patto di Unità. È stata l’ortodossia a respingere queste proposte. Cosa che non ha impedito ai comunisti di appoggiare i candidati ortodossi”. La prospettiva di una vittoria dell’ortodossia avrebbe, secondo gli storiografi, indotto gli Stati Uniti a proporre a Batista di impadronirsi del potere con le armi. Il Partito socialista popolare manifestò sin dai primi giorni un’opposizione al regime nato dal putsch di Batista del 10 marzo 1952, ma i giovani del Partito ortodoxo, più radicali, erano decisi a combattere. Nelle loro file emergeva un giovane avvocato di 25 anni, Fidel Castro. Fidel con i suoi studi di ideologia marxista-leninista e del pensiero di José Martí, secondo i manuali storici, crebbe politicamente molto in fretta. Il 26 luglio 1953 un gruppo d'insorti capeggiato dal giovane Fidel Castro prese d'assalto la caserma Moncada di Santiago di Cuba con l'intento di dare il via alla ribellione contro il regime di Batista. Fallita l'impresa, Fidel Castro fu costretto a riparare in Messico dove, insieme al fratello Raul e all'argentino Ernesto "Che" Guevara, creò un nucleo rivoluzionario (Movimiento 26 de Julio) con l'obiettivo di riprendere la lotta armata nell'isola. Il 2 dicembre 1956, con un manipolo di ottanta uomini trasportati dal piccolo yacht Granma, Fidel Castro sbarcò clandestinamente nella provincia cubana di Oriente, dove stabilì una prima base guerrigliera sulla Sierra Maestra. Il 7 novembre Fidel Castro lasciò la Sierra per lanciare la campagna finale contro le truppe di Batista: in poco più di un mese i partigiani castristi occuparono numerosi centri urbani iniziando l'accerchiamento di Santiago e aprendosi la strada verso l'Avana. Incalzato dagli eventi, il 1° gennaio 1959 Batista rassegnò le dimissioni, lasciando il paese, e il giorno seguente le prime colonne di guerriglieri entrarono nella capitale Eppure dei malumori ci furono. Nel 1960, ad esempio, uno dei comandantes, Hubert Matos, si oppose alle prime misure radicali del governo rivoluzionario e prese le distanze. Venne arrestato. Alcuni elementi ostili ad una avanzata della rivoluzione difesero posizioni anticomuniste, e anche se vi avevano partecipato in un primo tempo si diedero a combatterla. Fu il caso di Pedro Luis Díaz Lanz, che abbandonò la direzione delle Forze aeree rivoluzionarie e passò in seguito agli ordini dei controrivoluzionari per bombardare il territorio nazionale. Hubert Matos organizzò inoltre un movimento sedizioso per spaccare la Rivoluzione. Cuba da un po’ di tempo è diversa, soprattutto da quando Fidel ha dovuto abdicare nei confronti del fratello. Grazie a Papa Francesco c’è un clima di distensione tra Usa e l’isola caraibica. Di sicuro oggi si chiude un’era anche se il futuro incerto dipenderà da attori esterni che a breve decideranno cosa farne di Raul e dell’isola.

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