Missioni all'italiana

20 Gennaio Gen 2017 1158 20 gennaio 2017

Ancora distruzioni per la città di Palmyra

  • ...

L’Isis continua nella draconiana distruzione di Palmyra prima di procedere ad una probabile ritirata. Le milizie del presunto Califfato erano tornate a Palmyra un mese e mezzo fa. Secondo la testimonianza del direttore delle Antichità siriane Maamoun Abdulkarim i jihadisti ora hanno distrutto anche la facciata del Teatro romano e il Tetrapylon, il quadriportico all’inizio della via colonnata. I due monumenti si erano salvati nella prima fase di occupazione. Lo stesso Abdulkarim aveva dichiarato in precedenza che il suo dipartimento aveva trasferito il contenuto del museo di Palmyra a Damasco, ma nonostante ciò crede che adesso la furia dell'Isis sarà ancora più vendicativa. Le truppe governative siriane corroborate da raid aerei russi avevano spinto i miliziani dell'Isis fuori dal perimetro della città. Successivamente però le truppe dell'Isis avevano conquistato terreno costringendo le forze governative a ritirarsi. A Palmyra era stato anche torturato e ucciso il più famoso archeologo siriano, Khaled al-Asaad, decapitato e appeso a un palo della luce dai jihadisti. Khaled si sarebbe rifiutato di indicare ai suoi aguzzini i luoghi in cui erano stati nascosti importanti reperti romani prima dell’occupazione della città da parte dell’Isis. L’82enne Asaad, dopo essersi preso cura per circa cinquant’anni dei tesori archeologici della “Sposa del deserto”, com’è soprannominata la città patrimonio dell’Unesco, avrebbe così compiuto il sacrificio estremo: andare incontro a una morte atroce, pur di salvare i gioielli di Palmyra. L'Isis si serve quindi di un'arma psicologica per suscitare ancora terrore e preoccupazione. Preferisce colpire il tesoro archeologico e il patrimonio artistico per cancellare definitivamente la storia di un popolo colpendolo nelle sue radici storiche. Ecco perché è stata importante la riconquista di Palmyra soprattutto a livello simbolico e di propaganda in modo che il mondo intero possa riservare ancora attenzione alle scorribande dei jihadisti. Per il resto i miliziani del presunto Califfato poche speranze di resistere ancora a lungo ai raid aerei russi.

Correlati