Missioni all'italiana

7 Giugno Giu 2017 1251 07 giugno 2017

L'Isis e il colpo duro all'Iran

  • ...

Il sedicente Stato islamico (Is), attraverso un comunicato diffuso dall'agenzia Amaq, ha rivendicato i due attacchi sferrati stamane a Tehran, uno contro il Parlamento e un altro contro il mausoleo dedicato all'ayatollah Ruhollah Khomeini. Lo ha riferito sul suo account Twitter “Site”, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste sui social media diretto da Rita Katz. Terroristi armati di kalashinikov e pistole, hanno fatto irruzione nel Parlamento, nella sala stampa, e poi si sono asserragliati nel cortile dopo aver ucciso una guardia. La violenta sparatoria all'interno dell'edificio parlamentare è stata anche registrata in un audio. Contemporaneamente una donna kamikaze si è fatta esplodere nel mausoleo di Khomeini dopo che il commando ha sparato contro i pellegrini entrando dall'ingresso occidentale dell'enorme struttura e facendosi saltare in aria. L'Isis ha colpito Tehran la capitale dell’Iran, il principale paese sciita dove si trova la maggioranza degli sciiti. Ormai da tempo l’'ISIS che crede in un califfato sunnita, che nasce da una scissione wahabita, di sicuro non ha fatto tutto da solo, ma si è alleato con le tribù sunnite e con gruppi baathisti per contrastare gli sciiti ed un eventuale loro dominio. La memoria va anche in Iraq e alla lotta che venne intrapresa contro il primo ministro sciita Al Maliki o peggio al massacro di Tikrit dove morirono 1700 soldati sciiti. Il più grande massacro mai compiuto finora. Li avevano prelevati dalla caserma Speicher prima di ucciderli con un colpo alla testa. Uno a uno. Tutti. Tranne Ali Hussein Kadhim. “Ci hanno messi in fila e ci hanno uccisi tutti. Uno a uno. Io ero il quarto di una fila. Ho visto il sangue che sprizzava dalla testa del primo, del secondo, del terzo. E ho pensato: È finita, sono morto. Poi ho sentito lo sparo, giuro che l’ho sentito, l’uomo alla mia destra è caduto, quello alla mia sinistra pure e anch’io sono caduto. Ma ero vivo, non so dove fosse andato il proiettile”. Khadim era riuscito a sopravvivere, ad attraversare a nuoto il fiume in un punto favorevole e a tornare a casa dalla moglie e le due figlie. L’Iran inoltre aveva inviato in Iraq uomini delle forze Quds, il suo più temibile corpo d’élite appartenente alla Guardia Rivoluzionarie (forza militare istituita dopo la rivoluzione del 1979), specializzato in missioni all’estero. Le forze Quds sono probabilmente il corpo militare più efficiente dell’intero Medioriente, molto diverse dal disorganizzato esercito iracheno che è scappato da Mosul per non affrontare l’avanzata dell’ISIS. Con l’intervento dell’Iran e di altre milizie sciite che fanno riferimento a potenti leader religiosi sciiti locali, porzioni di territori in mano al’Isis sono state recuperate.

Correlati