Mister Right

1 Giugno Giu 2012 0836 01 giugno 2012

Ritorno al futuro

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La discoteca. Un salto nel passato per le 35enni single.



Sei single, hai più di 30 anni, lavori 10 ore al giorno.
Tendenzialmente hai una casa di cui occuparti, la spesa da fare, la tintoria che chiude sempre 10 minuti prima che tu arrivi e una famiglia alla quale, almeno ogni tanto, rendere conto della tua esistenza.
Non è che ti resti moltissimo tempo, nè che si creino chissà quali occasioni per conoscere uomini con i quali uscire e vedere come va a finire.
Certo, se sei fortunata, hai intorno moltissimi amici. Tutti molto preoccupati della tua solitudine. Anche troppo. Tanto che pescano dal cilindro le soluzioni più disparate per risolvere la tua condizione, che ai loro occhi assume contorni patologici, mentre tu, tutto sommato, non ci stai neanche male.

C'è la collega over 40, donna concreta, in carriera, felicemente sposata da una ventina d'anni, che di fronte alla tua osservazione: «Sto conoscendo un ragazzo che mi potrebbe piacere, ma sai, io sono un pò all'antica e resto dell'idea che deve essere lui a fare la prima mossa», risponde con un pragmatico: «Ma dagliela!».

C'è l'amica a cui hanno spezzato il cuore, che la mette sul motivazionale. E ti ricorda che tu sei una donna speciale, che non merita gli uomini mediocri da cui è circondata ma molto, molto di meglio. «Avercelo, questo molto di meglio», pensi tu.

C'è la tua migliore amica, approccio zen alla vita, che ti ossessiona con l'idea che non puoi intenderti come donna solo in relazione ad un uomo e devi trovare il tuo centro dentro di te. Il che, quelle sere in cui esci dall'ufficio alle nove di sera, torni a casa con la spalla sciancata dal peso del Mac portatile e le caviglie a pezzi, apri il frigo e il mezzo limone che lo popola ti saluta scuotendo la testa...ti porta ad immaginare questo scenario hippie in cui tutti sono felici, circondati dalla loro aura e sono pieni di pace interiore. Poi scopri che è il peyote a fare quell'effetto. E ti senti un po' meglio.

E poi. Poi arriva l'amico. L'uomo mondano che SA dove si va a conoscere gente. E quindi ti porta, in un giovedi sera di maggio, all'inaugurazione di una nuova discoteca.
Una discoteca in senso stretto. E qui, all'improvviso, ti ritrovi a fare un salto indietro di dieci anni. Innanzitutto: sei vestita in modo del tutto inadeguato. Dovendo raggiungere il locale in moto, hai optato per un vestitino da signorina chic quale sei, corto, con tacco 12 nero. Mentre scopri che ti toccherà passare una mezz'ora in fila, schiacciata da gente sudaticcia, in attesa che una valchiria 19enne decida che è il tuo turno, ti metta un timbro  sulla mano e ti regali il buono per un free drink, osservi le persone intorno a te.
Indossano pezzi di stoffa - abiti è esagerato - con colori così accesi che tu non li metteresti nemmeno in spiaggia. Reggiseni a vista, nemmeno coordinati, cosce scoperte oltre ogni ragionevolezza, una concentrazione di labbra rifatte decisamente significativa.

Superata la soglia, vieni investita dalle note di Bailando Bailando, un pezzone disco di metà anni Novanta, che le ragazzine di oggi, curiosamente, conoscono ancora a memoria e cantano a squarciagola. Quando senti le note di Please Don't Go e l'amico ti piazza in mano un Vodka Red Bull, tu, che ultimamente avevi preso a bere solo champagne e ad ascoltare Donna Summer...decidi che probabilmente, invece che su un'Harley Davidson, sei salita sulla macchina del tempo di Marty e Doc.

A confermartelo, il livello medio degli approcci che subisci da parte della variegata popolazione della discoteca, la cui originalità si è fermata a quando tu facevi la seconda elementare. Dall'intramontabile «Oh, ma lo sai che mi sembra di averti già visto?» seguito da una ridda di ipotesi su locali in cui tu non avresti mai messo piede e in cui vi sareste incontrati (FAIL), si passa a «Meno male che nei locali si incontrano ancora delle donne di classe». Ma prima che tu abbia il tempo di sorridere, lui sposta lo sguardo sulle chiappe di marmo di una 20enne che sta passando, ricordandoti che è quello, l'ombelico del mondo (FAIL). Poi c'è quello che punta tutto sul gioco di sguardi, da un lato all'altro del bancone. Peccato che sia in compagnia della fidanzata, che si agita al ritmo della musica, ignara del fatto che lui sta pensando a tutt'altro.
E che poco dopo mandi un amico a darti un foglietto con su scritto il suo numero di telefono, dicendoti di chiamarlo l'indomani. Come alle elementari, appunto, quando sul foglio a quadretti scrivevi «Ti vuoi mettere con me?» e ci aggiungevi sotto le due caselline Si e No. (FAIL).

Meno male che c'è l'amico con cui sei arrivata. Il quale ti fa capire cortesemente che ti riaccompagna a casa, visto che sono le due e l'indomani devi lavorare. Lui tornerà indietro poi, perchè c'è una 19enne di cui vuole approfondire la conoscenza.
Finisce con un bacio sulla fronte, davanti al portone di casa, con una diffusa sensazione di nausea dovuta al cocktail alla Big Babol, perchè non ditemi che la Red Bull si può bere davvero.
E la mattina dopo stai ancora cercando di levarti dalla mano il timbro. Dev'essere titanio. I tempi sono proprio cambiati.

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