Mister Right

4 Giugno Giu 2012 2340 04 giugno 2012

Amici mai

  • ...

Non è questione di essere state segnate in maniera irreversibile dalla visione, verso i 16 anni, di Harry ti presento Sally. Un film dalla trama improbabile, in cui due amici di sesso opposto si scoprono, alla fine, innamorati delle reciproche differenze. E vissero felici e contenti.
È che io, davvero, all'amicizia tra uomo e donna non ci ho mai creduto.
La scorsa settimana sono uscita a cena per due volte con altrettanti amici di lunga data. Due uomini più vicini ai 30 che ai 40, che come in fila dal salumiere, hanno usato entrambi il seguente, improbabile approccio: «Adesso che non sei più sposata, posso finalmente invitarti a cena?». Il che presuppone, in partenza, un «baco nel sistema». Ovvero: cosa ti impediva, prima, di invitarmi, come un innocente amico?
Ad ogni modo, non fosse altro per comprovare la mia teoria, accetto entrambi gli inviti.
E mi trovo di fronte a due modalità opposte di approcciare la questione. La seconda accettabile, la prima....decisamente no.
Il primo invito è per lunedi sera. Io propongo di andare a mangiare un hamburger in un nuovo locale stile newyorkese di Milano. Primo errore: contraddice la mia proposta e rilancia con ristorante di pesce elegante, che neanche gli over 50 con le escort.
Abbiamo appuntamento alle otto e mezza. (ndr: tra il fatto che è lunedi sera e che mi viene a prendere alle otto e mezza, mi viene il sospetto che sto per uscire con un pensionato). Alle otto, credendo di essere brillante, mi manda un sms. Interrompendo la messa in piega dei capelli e il trucco. Testo: «tappetini nuovi, Arbre Magique». Per chi non ha colto, è una mirabile citazione dalla canzone Sei un mito degli 883. Il che mi fa seriamente pensare di darmi malata. Non basta. Otto e ventisette, secondo sms: «per non fare tardi forse ho cannato da dio, alle otto e ventisette sono già sotto casa tua». Ovvero: versione riadattata alla situazione, con grande slancio creativo, della canzone di cui sopra.
Penso che ormai è troppo tardi per dire che ho sviluppato un'allergia ai crostacei, mi faccio coraggio e scendo. Lui è in Passat bianca. Scende e mi fa notare: «Ho lavato la macchina». E aggiunge: «Sono anche andato dal parrucchiere in onore della serata». Come dire, mettiamo subito a sua agio questa ragazza che si chiede se sta per uscire con uno che ci prova o con uno che davvero vuole fare l'amico.

Arrivati al ristorante, dopo qualche chiacchiera anche piacevole, ecco la bomba: «Sono innamorato di te da sempre (io lo guardo perplesso, ma sorrido teneramente). So benissimo che tu non ricambi questo sentimento (alzo un sopracciglio) ma credo che se tu mi dessi la possibilità di farmi conoscere meglio, potrebbe funzionare (assumo l'aria da ma anche no)».
Cercando di essere il più dolce possibile, rispondo che sono lusingata, ma purtroppo non sento per lui alcuna attrazione fisica e di conseguenza, è improbabile che tra noi nasca qualcosa.

Lui mi guarda come se avessi detto la frase più ridicola del mondo. Una cosa del tipo «Van Basten ha giocato per anni nell'Inter». Perchè il maschio latino fa quello di larghe vedute. Ma alla fine, l'idea che tu possa non amarlo...non lo sfiora. Anni di cuore di mamma a dirgli che lui è il più bravo e il più bello....lo hanno trasformato in un ebete capriccioso che di fronte al mio due di picche, attacca: «Eh già. Voi donne siete tutte uguali (noi donne chi? sei qui al tavolo con me...). Credete che in giro esista l'uomo perfetto...andate, andate a cercarlo, poi vediamo (ma con chi parla questo? perchè generalizza?)».
Chiede il conto, seccato. Cala un gelo tra noi che neanche se infilassi la testa nel secchiello del ghiaccio potrei sentirmi meglio.
Ovviamente, come sempre succede in queste situazioni...il cameriere è impegnato a fare la qualunque. E il conto non arriva.
Come se non bastasse, quando finalmente ce lo appoggiano sul tavolo, il mio accompagnatore dice che deve andare a digitare il pin perchè lui la carta di credito non la usa. Usa il bancomat, che è più sicuro. Penso che è strano che non abbia chiesto di pagare con i ticket restaurant.
Finisce con un Corso Sempione-Porta Venezia in 10 min, bruciando semafori e sgommando (ma quanti uomini ci sono ancora al mondo che hanno bisogno di provare un orgasmo guidando? ragazzi, quella è la leva del cambio, non un'appendice del vostro pene), mentre a me non resta che estrarre dalla borsa le chiavi, per far capire che non rimarrò un momento di più in macchina.
Lui mi saluta con un inquietante «Fai la brava, che ti tengo d'occhio».
Ecco, da amico rimbalzato...a padre geloso. Proprio quello di cui avevo bisogno. Buonanotte.

Correlati