Mister Right

9 Giugno Giu 2012 2309 09 giugno 2012

What women want

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Anaïs Nin. Una che delle donne aveva capito qualcosina.



Pranzo del sabato mezzogiorno con un'amica. Liquidati in dieci minuti gli ALTRI argomenti - famiglia, salute, vacanze, animali domestici, ultimo paio di scarpe comprate - cominciamo a parlare di amore, uomini, sesso.
Il tema del giorno è: com'è che abbiamo la capacità di perdere la testa per i sociopatici e gli psicotici? Messi a confronto almeno dieci esempi recenti, la risposta, a un tratto, ci diventa chiara. Non è che siamo noi a perdere la testa per gli uomini sbagliati. Non è colpa nostra. È che la maggioranza degli uomini, davvero, ultimamente, ha preso a sbarellare decisamente più di prima. Vogliono tutto e il contrario di tutto, lanciano segnali completamente contraddittori, «un giorno sono sul pero, un giorno sono sul melo», come dice sempre mia madre. E soprattutto, appena pensiamo di poter prevedere cosa stanno per fare...loro fanno esattamente il contrario. E lo fanno perchè il baco ce l'hanno nel DNA. Nascono così.

Siamo noi donne quelle che a 13 anni fanno i pigiama party con le compagne di scuola facendo le prove di come si fa a limonare (se hai l'apparecchio, non ne parliamo) e ci domandiamo dopo quanto tempo bisogna dare il primo bacio perchè non ci prendano per poco serie. Siamo noi quelle che, qualche anno dopo, piangiamo perchè uno ci ha portato a letto dopo una sera in discoteca e non ci ha più chiamato. Siamo sempre noi quelle che si sfiniscono di chiacchiere, fumo, cioccolato, lacrime e ricariche del cellulare chiedendoci perchè lui ha scelto un'altra e cerchiamo in dio, gli oroscopi, l'analista, la strategia migliore da seguire.
Loro NO. Loro non parlano. Loro sono machi. Duri e puri. E squilibrati.

Le prove? Eccole.
A) Vi invitano a cena. E viene fuori una bellissima serata: vi fanno ridere, sentire belle, rilassate...e voi non desiderate altro che di rivederli. Sotto il portone, lui vi dice: «Sono stato molto bene. Ti chiamo domani». E poi non telefona. Non chiama l'indomani e nemmeno il giorno dopo. E voi cominciate a pensare, nell'ordine:
1. Ha perso il numero. Del resto, l'Iphone è un bell'oggetto, ma a volte mangia le cose che memorizzi.
2. Ha chiamato, ma io ero nel box dove non prende. Quindi vedrai che non ho visto il messaggio della Vodafone che mi diceva che aveva telefonato.
3. Forse è gay.
4. Forse non ha detto domani, ma dopo-dopo-dopodomani
5. Forse ha detto chiamami TU domani
Ora, miei cari uomini, vi svelo un segreto. Non so chi vi ha messo in quella testa bacata che «Fa figo non chiamare subito, se no quella si monta la testa e si accozza». Non chiamare subito ci tira sceme. Ci ammazziamo di seghe mentali, ci mina l'autostima e sinceramente, vi pone già nella condizione di essere classificati come gente che ha le idee un pò confuse.

B) Si sbilanciano, poi fanno immediamente marcia indietro. Passi una settimana/un mese/un anno da sogno e loro....sul più bello ti ignorano. O ti regalano perle del tipo: «Secondo me stiamo correndo troppo. E dovresti apprezzare il fatto che io ti parlo con onestà». Sì, tesoro, adesso ti do' un croccantino come ricompensa per avermi rimbalzato con onestà.
E tu non capisci. Avrete certamente sentito, come la sottoscritta, la più grande cazzata del secolo: «Più ti ignora, più significa che gli piaci». O, in alternativa, «Dice che non gli piaci e che di te non ne vuole più sapere, ma IN REALTÀ non vede l'ora di stare con te».
Ora, miei cari uomini (parte II), vi svelo un altro segreto. Questo è un comportamento da sociopatici. Se vi piacciamo, fatecelo capire. Se vi diamo delle emozioni, ditecelo. Se stare con noi vi fa stare da dio, trasmettetecelo in qualche modo.
Basta un sorriso ben piazzato per dire molte cose (lo sappiamo che sulla dialettica emozionale non siete ferratissimi).
Più che altro perchè il rischio è che mentre voi ve la menate pensando che tenerci sulla corda ci faccia impazzire...noi, che abbiamo le idee molto più chiare di voi e se ci piacete ve lo diciamo in modo molto chiaro e non equivoco - e viceversa  (liberatevi anche dall'idea che le donne parlino per retropensieri. Se una donna vi dice «Non mi piaci»...non le piacete. Punto. So che è un trauma ma...ci sono donne a cui non piacete)...lasciamo che a portarci fuori sia qualcun'altro. Qualcuno che sa quello che vuole. Vuole noi.

C) Vogliono sapere che siete sempre lì per loro. Anche se loro sono altrove, con una donna in ogni porto. Provate ad azzardarvi a far capire a un uomo che, legittimamente, visto che siete una single che ha voglia di stare bene, qualunque cosa questo significhi, uscirete con un amico, un potenziale flirt, un chissà cosa. Si permetterà di dirvi che la cosa non gli piace. Non parliamo poi dell'ipotesi che si tratti di un suo amico. Si sentirà in diritto di dirvi che se uscite con l'altro...con lui avete chiuso.
Ora, miei cari uomini (parte III), non è così che funziona. Se non ci filate, noi l'amore, la tenerezza, le coccole, i complimenti...ce li cerchiamo altrove.

Dovremmo capirvi. Essere pazienti. Farvi da mamma. Da amica. Da compagna di letto. Elio e le Storie Tese direbbero: «Dammi una scopa che ti ramazzo anche la stanza».
Eh no. Mi sembra una pretesa eccessiva. Anche perchè noi non è che vi chiediamo chissà cosa. Ve lo faccio dire da Anaïs Nin, cosa vogliono le donne: «Aveva delle voglie vaghe, poetiche. Se le avessero chiesto brutalmente che cosa si aspettava, avrebbe risposto Le Merveilleux». Tutto qui.

Certo, alcune di voi obietteranno: ma ci sono anche i bravi ragazzi, quelli su cui si può contare. Affidabili e seri. Verissimo.
Ma che noia.

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